Set 222012
 

L’estate scorsa Licia è riuscita a far aprire il cuore, si avete letto bene il Cuore con la C maiuscola, a 20 donne che hanno in comune la passione per la terra, per il vino, per il cibo. Donne di gran gusto che con gusto e amore affrontano la vita. A volte trasformandola, inventandosi un percorso. Donne determinate e caparbie. Tenere e appassionate. In ordine alfabetico eccole qui:

Anna Abbona, Marchesi di Barolo, Pina Amarelli, Liquirizia Amarelli, Valentina Argiolas, Cantine Argiolas, Rosa Bosco, Cantina Rosabosco, Jolanda De Colò, Azienda Jolanda De Colò, Annie Feolde, Enoteca Pinchiorri, Rosangela Gennari, Caseificio Gennari,Livia Iaccarino, Relais Don Alfonso, Silvia Imparato, Cantina Montevetrano, Carla Latini, Pastificio Latini, Marella Levoni, Salumificio Levoni,Camilla Lunelli, Cantine Ferrari, Margherita Mastromauro, Pastificio Riscossa, Maida Mercuri, Al Pont De Ferr, Giannola Nonino, Distillerie Nonino,Mimma Ordine, Il Fornaio, Josè Rallo, Donnafugata,Nadia Santini, Dal Pescatore, Emanuela Stucchi Prinetti, Badia Coltibuono, Luisa Vallazza, Al Sorriso.

Alla presentazione, nelle foto qui sopra e sotto, Licia si è intrattenuta con una divertente e acuta Natalia Aspesi ed uno smarrito in mezzo a tante donne… , smarrito proprio non direi, Carlo Cracco.

Le 20 protagoniste in sala alla fine fanno la ola chiamate una per una dalla stessa Licia… La Feltrinelli è piena di amici, giornalisti, curiosi… Licia si ferma a firmare autografi… Comincia una grande festa che finisce al Pont De Ferr dove Maida Mercuri,affascinante padrona di casa, ci regala le leccornie dell’appena stallato Matias Perdomo.

Il gusto delle donne

Licia Granello
Rizzoli
pag 216
Euro 16

Le donne devono fare qualunque cosa
due volte meglio degli uomini,
per essere giudicate brave la metà. Per
fortuna non è difficile.
Charlotte Witton

Nutrire è un atto esclusivamente femminile. Nella lingua italiana esiste soltanto la nutrice, non il «nutore», così come c’è la balia ma non il «balio». Per una donna, quello dell’alimentazione è una sorta di codice genetico che si tramanda da millenni. Quando gli uomini si sono affacciati al mondo dell’alta gastronomia, hanno adottato il titolo di chef, ovvero «capo» in francese. Un bel salto di qualità rispetto a chi, come le cuoche, fa semplicemente da mangiare. Tuttavia, sono sempre donne le vere artefici del piacere a tavola. Donne che, con dolcezza e intransigenza, curano la qualità assoluta dei cibi, ricercano sapori antichi e nuovi. Lo dimostra questa entusiasmante galleria di ritratti di venti grandi signore del gusto. Madri e nonne, single e sposate, hanno coltivato spesso nell’ombra ma con passione inesorabile ciascuna la propria vocazione, chi per il vino, chi per la pasta, chi per l’accoglienza e la ristorazione.
Vite da ammirare e da gustare.

Qui sopra la folla in attesa di un autografo. Ancora Marina, Magda Guizzardi, sempre io e Jolanda

Inge Feltrinelli e Magda…

Le sfiziose leccornie di Matias Perdomo…

Qui sotto l’articolo uscito su Repubblica…

 Posted by at 8:16 pm
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