Mar 172014
 

La bella bionda accanto a me si chiama Francesca Molinari. Ho passato con lei due giorni in Trentino fra montagne con la neve e lago. Grandi cibi e grandi vini. Evviva! Venite con noi…

Arrivo verso le 14… ma quanto è lontana Trento! Per strada mi accompagna un diluvio che mi abbandona, per fortuna, all’uscita di Trento sud. Ci mangiamo due tapas gustose da Duo mentre Julius Caesar ci racconta il menu. Sono stati molto carini a tenere aperto per noi.

Passiamo per il centro così vedi un po’ di città antica. Francesca è simpatica, ridanciana e molto esuberante. Capisco subito che saranno due giorni intensi e molto divertenti.

Ti sei vestita a cipolla, brava! (vivo vestita come una cipolla da quando le stagioni non sono più le stesse.) Andiamo a trovare i patron di un nuovo hotel, centro benessere sul Tonale. Ci aspettano. Vedrai quanta neve… Sono venuta in Trentino solo per vederla!

Ci fermiamo qualche minuto per un obbligatorio cambio di stivali. Guardate quanta neve. Sentite che silenzio.

Eccoci davanti all’Hotel delle Alpi. Se ci fosse stata la mia amica Irina avrebbe detto: molto alpino, troppo baitoso.

L’interno è danese. A me e Francesca sembra così e ci piace. I patron ci portano nella parte vecchia. Nel vecchio ristorante tradizionale dove ci accoglie Piercarlo, il cuoco.

Ci ricordiamo che ci conosciamo già. Parliamo di spaghetti, di Senatore Cappellie e di Taganrog, di Riso Carnaroli.

Di incontri e di amici comuni mai dimenticati.

All’uscita ci aggredisce un tramonto commovente, la Val di Sole non perdona nessuno, ed una strada piena di curve. Stiamo tornando a Trento. Stasera ceniamo nel Ristorante del Relais Villa Mandruzzodove rimarrò a dormire.

Battista Polognoli, il direttore, è un bel personaggio. Un direttore d’albergo da film. Non gli sfugge nulla e nello stesso tempo sembra perennemente rilassato. Mi racconta che non fa ferie da quando non ricorda più. Io e la Franci ci facciamo consigliare da lui. Mangiamo tipico. Giustamente locale e beviamo locale. Of course.

I salumi qui li accompagnano con questa insalata di crauti cruda, condita con speck appena scottato, accanto c’è un tortino di patate cotto al forno.

Le polpette, uno dei miei piatti preferiti, sono con i finferli. Il purè è la nuvola che vedete. Le porzioni sono molto abbondanti e varie. Due bicchieri di pinot nero, devo ammettere molto buono, ci fanno chiudere in bellezza.

La mattina dopo mi sveglio così: il cielo è terso, il sole già caldo. Sono le 7 e stiamo per andare a Canazei. Neve? Si tanta. Siamo ancora in alta stagione e, meraviglia, qui lavorano tutti. La maggior parte dei clienti è straniera, purtroppo e meno male.

Sotto il mio balcone c’è la vigna che vedete. Trento è un giardino di vigne in città. Per questo motivo i vini sono bio, naturali ecc…  Un gran bel vivere quassù.

A Canazei facciamo diverse tappe. Francesca è precisa e puntuale.

All’Hotel Rita Alessandro, il cuoco, fa una grande cucina a prezzi contenuti. Facciamo due conti di foodcost dei piatti. Uno che riesce a mettere a menu e far girare Spaghetti Senatore Cappelli con olio extra vergine Sassicaia e Trentin Grana stagionato 27 mesi è un grande professionista!

Il suo secondo e, per l’occasione mattutina barman, è pugliese. Qui all’Hotel Rita non mancano, quando è stagione, le cime di rape!

Un caffè, un succo di mirtilli, e andiamo da Roberto Anesi al Pael. Quattro passi di fronte all’Hotel Rita. Il locale di Roberto è quanto di più tipico ci si possa aspettare. Le ricette sono classiche locali. Ben fatte e armoniose. Con Roberto parliamo anche di bimbi, lui ne ha due, e della mancanza di educazione e rispetto dei bambini italiani… mannaggia, mannaggia ci facciamo sempre riconoscere. La sua clientela è belga, tedesca, olandese, danese. Appassionati di vino e cibo italiano. Grazie a Dio!

Lasciamo Canazei, nel primo pomeriggio, dopo aver salutato altri amici cuochi. Tutti presi dal servizio. Mi sento positiva, quasi ottimista, Lucio Battisti canta, nella macchina di Francesca, Non è Francesca.

Dalla montagna al lago: Riva del Garda è un paradiso in terra. Ulivi, frutteti, vigne. Chi legge queste mie pagine è colto e già lo sa. Ho visto la genesi della Cantina Frantoio Riva del Garda. Non dal 1926 ma da 7, 8 anni fa. Il punto vendita era in embrione. Ora Ivan ne ha fatto il supermercato delle cose buone. Nella foto qui sotto Ivan discute con Francesca.

Prima di rientrare Francesca mi regala una vista sul lago.

Potrei rischiare di innamorami troppo, tanto per rimanere in tema con la colonna sonora dei nostri viaggi. Mi avvicino alla riva…

… ma non alle paperelle. Sono terrorizzata dai volatili!

Grazie Francesca. Scommetti che torno?

 Posted by at 10:32 am
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