Dic 152014
 

Amarcord,--home

Tutto avviene sulla scena di un foglio, nicchia del sonno e del ricordo.
Segni incrociati di penna rigano la stanza d’ombre sempre più fitte a mano a mano che queste si muovono, scivolando tra l’armadio e il muro, tra il letto e il pavimento.
Il grande armadio che incombe sullo sfondo ha le proporzioni di un palazzo con i cassetti, sovrapposti come finestre, e un’unica anta che si aprirà e chiuderà come un portone.
Le coperte del letto sono perfettamente tirate, a piombo, e il guanciale ancora gonfio, inviolato, promette ristoro.
Chi dorme nella stanza?
Chi può sopravvivere alle Ombre, almeno due, e alle loro occhiate?Qualcuno c’è, qualcuno resiste, sospeso nel vuoto, lungo uno dei lati del letto.
Rinchiuso in un bozzolo provvidenziale, sostenuto dal giro di lenzuola e coperte, non scappa.
Non può scappare e con stratagemma greco, s’ingegna a guardare oltre, verso il corridoio, le scale, la piazza, senza mai incrociare lo sguardo pietrificante di tutti i mostri che pascolano nel buio.

di Nicola Dal Falco

p.s.

Amarcord,--home

Questo breve commento al disegno autobiografico di Luciano Ragozzino, custodito in uno dei cento e più cahier d’esquisses è la remota istantanea di una qualsiasi notte di meditato terrore, vigilie di Natale comprese, vissuta, ora per ora, appeso nel vuoto come fanno, a volte, gli scalatori nei bivacchi in parete.
In questa pratica da fachiro, messa in atto appena veniva richiusa la porta della stanza, si rispecchia l’anagramma, scelto come insegna della sua Stamperia Privata: Il ragazzo innocuo. Anagramma di Luciano Ragozzino e anagramma delle notti sospese, orgogliosamente sospese tra terra e paure.
Mancava la musica, ma, forse, quel tot di malinconico e di vibrante, potrebbe suggerirlo un brano di Debussy, intitolato appunto D’Un Cahier d’Esquisses.

 Posted by at 4:00 pm
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