Mar 182015
 

di Nicola Dal Falco. 

Chi ha detto che un amaro debba essere per forza di un bel nero catrame, greve d’aroma e maschio di gusto, possibilmente non sbarbato? Sono certi luoghi comuni i più duri e divertenti da sfatare.
Amara non impasta la lingua, accarezza il palato e nel nome ricorda solo il rosso fuoco delle arance Tarocco Gallo e Tarocco Nocellara. Il colore ambrato con riflessi d’oro vecchio, il gusto piacevolmente, giudiziosamente – potremmo addirittura dire femminilmente – amaro, dove le scorze d’arance e le erbe non si ammazzano a vicenda, mantenendo invece una reciproca freschezza di campo, lasciano intendere qualcosa di nuovo.
Un approccio diverso, già visibile nella veste di Amara: una bottiglia di foggia antica, sigillata con la ceralacca, che si impugna facilmente, su cui spicca l’etichetta, tonda come un’arancia, disegnata senza vezzi e soprattutto senza indugi folcloristici.

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Edoardo Strano e Giuseppe Librizzi di Rossa srl

 

«Noi non mettiamo il caramello, per questo Amara, un liquore ottenuto per infusione di scorze d’arancia e di erbe italiane, non è nera e in bocca non ha quell’effetto appiccicaticcio, tipico di molti amari». – spiega Giuseppe Librizzi, socio con Edoardo Strano di Rossa srl, l’azienda che da poco più di un anno produce Amara, dopo aver rimesso a punto una vecchia ricetta isolana.
È proprio l’infusione a ingentilire Amara. Si inizia con lo sbucciare le arance, ricavandone delle scorze di qualche millimetro. Solo scorze di arance Tarocco Gallo e Tarocco Nocellara, coltivate da tre generazioni nella piana di Catania dalla famiglia Strano.
Poi, queste vengono immerse in un’acqua oligominerale, perdendo parte degli oli essenziali.
Quindi, si aggiunge dell’alcool idrato di bieta e si filtra il tutto.
Contemporaneamente, in un altro silos, si compie un’operazione simile con le erbe essiccate e, infine, si miscelano le due infusioni in acqua e zucchero, riscaldando la prima in modo da favorire lo scioglimento del secondo.
Il blend ottenuto ha una gradazione alcolica di trenta gradi.

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Agrumeti di Tarocco Gallo e Tarocco Nocellara

 

Come è nata l’idea di fare Amara?

«Amara nasce, innanzitutto da un’amicizia che risale all’infanzia – aggiunge Librizzi – con Edoardo ci conosciamo fin da piccoli, vivendo insieme a Paternò. Io sono un ingegnere gestionale che si è occupato di logistica, lavorando con Ikea, e lui oltre a essere dottore in economia, conosce in dettaglio il ciclo produttivo e commerciale dell’arancia che coltiva.
«Il principale stimolo è stato quello di contrastare con altre strategie la decadenza di un prodotto eccellente come le arance rosse.
Usiamo le bucce per fare Amara e la polpa per fare marmellate.
Oggi, produciamo millecinquecento bottiglie al mese di infusione d’arance e circa seimila barattoli di marmellata all’anno».
Le ventimila bottiglie prodotte sono distribuite in Italia da Vino & Design di Reggio Emilia; all’estero Licata Vini si occupa del mercato in Belgio, mentre sono stati attivati contatti in Ontario e Quebec oltre che in Australia, a Melbourne, con Enoteca Sileno a cui, presto, si aggiungeranno gli Usa.

Amara-corpo

Amara

 

Amara e…

Come dice Valerio Capriotti, maître del ristorante di Ciccio Sultano: «Il bello di Amara è di essere universale, di essere sempre e comunque abbinabile».
Ecco, quindi, due dei cocktail, ideati dal celliere del ristorante Duomo di Ragusa Ibla: il Giallorosso che pur considerandolo un omaggio all’arancia siciliana è un drik capitolino, molto capitolino, eseguito, utilizzando un terzo di bitter Rosso, un terzo di aranciata amara, acqua tonica e Amara a piacere. Il tutto accomodato in un tumbler.
Nel Bitter di fiori, la combinazione degli ingredienti (le proporzioni sono descritte nel link) – Nerobitter, acqua fredda di finocchio e gelsomino, Amara, estratto di sambuco e rosa di Damasco, acqua tonica – è una festa per il naso e il palato, un pensiero floreale alla Sicilia, quando l’Isola profuma di sé la notte e il primo mattino.
Per il bitter di fiori si può usare la coppa da Margarita o anche una coppa da Martini, un po’ più capiente del solito.
L’ultimo consiglio lo lasciamo a Giuseppe Librizzi che suggerisce Amara, dopo pranzo, insieme al cioccolato di Modica.

Rossa via Pietro Toselli, 35
95129 – Catania 
info@rossasicily.com
tel. 095 8265667

 Posted by at 8:01 am
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