dic 282015
 

Personaggio, artista, testimonial, cuoco, amico. Che dire di Andy Luotto? Oltre al fatto che sono tanti gli anni che ci conosciamo? Mi chiama qualche giorno prima di Natale e mi dice: ‘So che stai facendo una pasta straordinaria. Quando vieni a Roma?’ Ed io: ‘Ma dove sei ora?’. E lui: ‘ Sono Là’. Ed io ‘Là dove?’ E lui: Là, vicino al pane.’

Sono a Roma e cerco Andy Là, vicino al pane. All’interno di Eataly Ostiense che sta diventando molto ‘romana’ (è un complimento!) e me ne compiaccio. Seguo con il naso l’odore del pane (Eataly Ostiense è un bouquet misto di odori di cucina) ma Andy è già dietro di me. ‘Ti conosco, ti saresti persa…’ Ci abbracciamo come due amici veri che non si vedono da tanto tempo e mi porta Là, vicino al pane. Il Ristorante a vista che si chiama, appunto, Là vicino al pane. Dopo l’entrata principale in fondo a destra.

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Il filo conduttore del suo menu è il pane, ovvio, in tutti i suoi usi culinari. Molti sono inventati e ‘forzati’ perfettamente dalla mente ‘calda’ del nostro Andy. Il menu è composto da fogli colorati ed i piatti sono disegnati nei particolari della loro composizione. E’ indicata anche la grandezza del piatto e la forma. Cupo, piano, grande, piccolo. Fedele al suo credo di sempre Andy usa prodotti dei suoi amici artigiani. A volte quasi introvabili. Strizza l’occhio alle sue origini americane (perché non farlo se viene bene?), ai sapori di Roma, ai ricordi degli amici. I nomi dei piatti prendono spunto dalla sua innata comicità. Così ci sono un pan brulé e un tirami cous cous fra i dolci, un’accartocciata alla genovese e uno spagotto alla carbonara  fra i primi (magari mi viene l’ispirazione!), le polpette di Sophia e Marcello e lo spezzatino di lusso fra i secondi. Gli antipasti sono classici e la panzanella ed il pancotto sono i protagonisti principali. E non dimenticate di assaggiare la zuppa in pagnotta e lo gnocco di pane al ragout ‘terrone.

Sono passati solo pochi minuti e ci siamo detti tante cose. Andy mi riaccompagna al parcheggio. ‘Ti chiamo a Gennaio.’ Gli dico. ‘Dopodomani, quindi?’

 Posted by at 8:18 am
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