Feb 132016
 

Due caratteri diversi prendon fuoco facilmente, cantava Celentano qualche anno. Ilde è una donna che può permettersi di essere definita Miss Tranchant da Mauro Uliassi ed è felice che lui l’abbia definita così. Da questa storia è nato un profumo dedicato a Mauro che si chiama Miss Tranchant. Perchè Tranchant? Perchè Ilde ha il pregio virtuoso di dire sempre quello che sente e poi quello quello che pensa. Perché Ilde sente, annusa, indaga, lascia che le sue capacità sensitive, in tutti i sensi, facciano il loro ‘lavoro’. Lei è lei. Punto e basta. Io felice insieme ad altre amiche di esserle amica. Gianfranco Vissani è come lei. Mister Tranchant. Gianfranco è lui. Prendere o lasciare. 

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Premesso ciò immaginate la scena: appena arriviamo andiamo a fare pipì. Gianfranco ci fa strada e poi lui e Ilde si fermano nella hall che precede le camere della sua ospitalità. Si fermano a parlare sotto un angelo di legno. Una scultura della Michelangeli 

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Io sono in viaggio con Ilde da due giorni e ‘angeli veri, dipinti e solo con l’anima’ sono con noi. Gianfranco ci fa vedere tutte le nuove sale del Vissani. Passiamo attraverso porte che Gianfranco vuole che io richiuda. Faccio la brava e chiudo sempre tutte le porte che lui apre.

Ilde mette bocca su tutto con la spontaneità che è ‘lei’. Ma dice cose intelligenti e Gianfranco comprende e, ben disposto, la ascolta e le domanda. Stanno parlando dei lampadari della sala easy (quella senza tovaglie). Tutto qui ora è nuovo e diverso dalle sale al menu. Non c’è più un menu degustazione imposto ma si può scegliere a piacere. Luca Vissani me lo spiega nei dettagli. 

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Il nostro tavolo, in quello che secoli fa era il Vissani all’interno del Padrino, è il tavolo con l’angelo di cristallo. O almeno a noi sembra un angelo. Deve essere così. Poi Roberto, il Sommelier del Vissani, ci ‘smonta’ e ci dice che è una donna farfalla, una sorta di Trilli. Per me e Ilde non lo è. Affrontiamo la degustazione dei piatti che abbiamo scelto protette da Gianfranco che ogni tanto si avvicina a noi.

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Per raccontare questi piatti ci vorrebbero palati colti e critici gastronomici che fanno questo di mestiere. Io, come ho detto a Gianfranco che ‘lo mangio’ da tanti anni, oggi, con Ilde ho imparato a far lavorare il mio palato ed il mio naso aldilà di come sono capace e, quindi, a scoprire insieme a lei sapori nascosti negli ingredienti dei piatti.

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Con lei i piatti di Vissani sono diventati un piacevolissimo e commovente intreccio di bocconi. Montati come ci porta il cuore. O il nostro ‘caro angelo’. Al piatto qui sopra altro che commozione. Ilde ha regalato due lacrime. ‘Diavolo’ di un Vissani! Che dire? (Se volete sapere di che piatti sto raccontano, Ilde si è ‘rubata’ il menu scritto a mano, per cui, se non sarò precisa, Luca, il vero angelo di Casa Vissani, mi perdonerà!) Per me c’è una crema di gruviera con gelato di mango, melograno e caviale di limone. Per Ilde le tre sfere di fassona e foie gras con il muschio.

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Con gli gnocchi e moscardino il gioco di sapori da intrecciare comincia quando arriva il soufflé di mango, chiara d’ uovo e pesto di basilico. In questo soufflé sarei rimasta tutta la vita. Dire buono, buonissimo non serve. Dovete assaggiarlo. Per il gioco del ‘boccone perfetto’ legato a questi due piatti date un’occhiata qui sotto.

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Nello stesso cucchiaio aiutandoci con le mani mettiamo un pochino di moscardino, un po’ di gnocco e un po’ di soufflé. Il ‘boccone perfetto’ come da film. 

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Mi sembra di stare a casa, anche se qui tutto è da tre stelle. Ma come mai non ce l’ha? Glielo posso chiedere?’ Sorrido con gli occhi e aiuto Ilde a mangiare il suo ‘boccone perfetto.’

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So che Gianfranco ci sta osservando e so che tutto ciò gli fa piacere. Molto.

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Per la tagliatella di gambero con cubi di gambero, crema di ceci a Ilde scendono altre due lacrime. La tagliatella sottile fatta con il gambero aspetta solo due ‘c’ di olio evo per diventare il piatto concettuale di una pausa pranzo gourmet. Un calice di champagne, due tagliatelle di gambero e si ricomincia a lavorare. Traduco in corsivo i pensieri della mia amica finché non arriva la scatola dei formaggi che è la scatola di cioccolatini che ognuno di noi vorrebbe scartare.

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Prima di alzarci e andare nella sala del camino per un sigaro e il dolce, Miss Tranchant  vuole, deve, dice!, assaggiare i grissini ed il burro salato. Che adesso, dopo due ore, tocca il limite massimo della sua golosità. Parliamo ancora un po’. Ilde sta bene.

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Così bene che sarà difficile portarla via. Perché Gianfranco si siede con noi e, fra una telefonata e l’altra, parlano, si confrontano, si piacciono.  Lei gli racconta che l’unica volta che si è commossa mangiando è stato da Ferran Adria tanti anni fa. Gianfranco fa il signore e non commenta. Mi chiedo: ma che succede? Poi decidono il mese, non ancora il giorno, per girare il pezzo per il progetto Sensihilde. Io ci sarò. Non posso perdermi quelle ore. Per nessun motivo al mondo. Chiudo dicendo che se volete bene alla vostra ‘anima colta e eno-gastronomica’ andate a mangiare dal Vissani. Anche per tre piatti. Fatevi questo regalo. Il ‘pane liquido senza lievito’ qui sopra vi aspetta sotto le ali di un angelo…

 Posted by at 5:39 pm
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