Feb 012016
 

Il 6 febbraio al Museo di Santa Caterina a Treviso, a partire dalle 17,00 sarà presentata la monografia“Olimpia Biasi – Diario 1972 -2015” edita da Skira in occasione del legato offerto dall’artista alla raccolta museale della città: l’opera“Cielo calpestabile” presentata alla 54° Biennale di Venezia.

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L’evento, preceduto dai saluti del Sindaco di Treviso, Giovanni Manildo, dell’Assessore alla Cultura Luciano Franchin e di Emilio Lippi, dirigente del settore Musei, sarà accompagnato dalle testimonianze e dalle voci di Nico Naldini, Paola Bonifacio, Elisabetta Gerhardinger, Eugenio Manzato e Isabella Panfido.
Al termine della manifestazione, la pittrice offrirà ai suoi ospiti un rinfresco con la partecipazione della Cantina Bonotto delle Tezze.
Raccogliere e imbrigliare in un percorso l’opera di un’artista come Olimpia è come tentare di trasformare il rumore del vento o le onde della marea in un oggetto da rigirar tra le dita: la natura si esprime così compiutamente, in un disordine rigoroso, in tutta la sua produzione che la monografia che raccoglie oltre quarant’anni di esperienza artistica è risolta nell’unico modo possibile, una cornucopia di voci, suoni e ricordi che accompagnano tele e disegni secondo una semantica di significati.

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Le grandi tele, i ritratti, i teleri, i giardini, e ancora i bianchi e neri, gli schizzi, le tecniche miste diventano la struttura di un coro nel quale sono raccolte le voci poetiche di Nico Naldini, di Philippe Daverio, di Giorgio Soavi, di Paola Bonifacio e di tanti storici, poeti e artisti che con Olimpia condividono percorsi e modi di vedere il mondo e interpretarlo.
Diario non si suddivide cronologicamente, ma per spunti e appunti lungo capitoli tematici che confermano la persistenza degli argomenti che attraverso il tempo compongono la poetica della pittrice: c’è il Veneto amato e combattuto, lo splendore di Stromboli, la corposità del Sudamerica; ci sono persone ritratte con gli occhi del cuore e giardini funambolici,  acque veneziane e eruzioni vulcaniche di colore.

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Diario è stato pensato e cullato a Treviso, tra il celebrato giardino e le lunghe conversazioni, senza essere un punto di arrivo ma un’occasione per riflettere: e dalla riflessione, e l’amore contrastato e combattuto per la città che nasce il legato con il quale Olimpia Biasi celebra questo rapporto da amanti e mai da sposi.
Al museo di Treviso, il rinnovato Bailo viene assegnato il legato dell’artista “Cielo calpestabile” la grande tela esposta alla 54° Biennale nata per “essere un lavoro in difesa del cielo e della poesia”: un lungo sogno blu trapunto di stelle e di infinito. 

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Biografia

Olimpia Biasi, trevigiana, si è formata a Venezia con i maestri dello Spazialismo, Bacci e Gaspari. Da sempre curiosa di sperimentazione, ha attraversato linguaggi e tecniche diverse, rimanendo però fedele ad una poetica naturalistica espressionista e narrativa, al margine tra figurazione e metafisica astrazione. Dal 1972 espone in personali e collettive in Italia e all’estero (Sudamerica, Stati Uniti, Giappone, Cina, ex Yugoslavia, Francia, Svizzera, Ungheria…). E’ presente in collezioni pubbliche e private. Ha partecipato alla 54° Biennale di Venezia, Arsenale. E alla 55° Biennale (manifestazione collaterale).
Attualmente lavora con materiali di riciclo, eseguendo installazioni che hanno come tema l’energia pulsante della natura e le sue implicazioni letterarie e poetiche.

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE ALTERMIND
Altermind, l’Associazione Culturale trevigiana che ha collaborato ad organizzare la presentazione della monografia di Olimpia Biasi, riunisce sotto un solo marchio diversi interessi ed attività, all’insegna di una filosofia multidisciplinare orientata alla scoperta di ciò che va oltre il conosciuto e l’omologato.
Lo scopo del gruppo, che ne ha ispirato il nome, è valorizzare una visione del mondo che abbia altri occhi, è stimolare una riflessione sulla realtà che abbia nuovi pensieri.
Tra le sue prime attività c’è un impegnativo progetto di museo diffuso lungo le rive del Sile, già patrocinato dal Comune di Treviso e da tutti i comuni rivieraschi e che comincerà a vedere la luce già durante questo 2016.
Il progetto, chiamato RestArt, vede la realizzazione di opere di land-art e street-art lungo le Restere e gli argini del Sile da Vedelago al mare, in un solo percorso, riconoscibile e unico, che sia possibile visitare in bicicletta, a piedi o in canoa.
L’iniziativa ha avuto il suo battesimo nel giugno scorso con “L’anima nascosta degli alberi” un evento in cui i sindaci e gli assessori dei comuni del Sile hanno assistito alla scultura di un tronco residuo di un albero abbattuto.
Dell’Associazione fanno parte Renata Giacomini, architetto; Raffaela Mulato, urbanista, scrittrice e insegnante, Giordana Bassani blogger e copywriter, Iolanda Contini artista e insegnante, Giovanni Schievano, compositore e soundesigner, e Grazia Sferrazza che ne è il presidente.

 

 

 

 Posted by at 3:38 pm
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