lug 082016
 

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Alla Corte di Re Urso. Mi permetto di dare questo titolo. Del resto il Grand Hotel Ortigia è una reggia e in ogni reggia c’è un re. Un re in cucina che questa sera, complice una festa di anniversario che occupa tutta la sala, ci fa mangiare fuori. Sulla terrazza. Il vento è freddo come quello della sera prima. Ma Marco ci farà bere bene. Dei vini interessanti. Gli ho chiesto di stupirmi. Con me Giuliano Belloni, che mi sta intervistando e non me ne accorgo, Cristiana Carnevali, compagna di questa avventura e Maurizio che ogni tanto trova ‘2 minuti 2′ per sedersi.

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Dalla piazza principale arrivano le urla del maxischermo che trasmette Italia Germania. Fuochi d’artificio bianchi, rossi e verdi ‘esplodono’ dalle barche in mezzo al mare e dalla costa di fronte a noi. Mentre beviamo un bianco dorato che si chiama La Porta del Vento (molto interessante) Marco mi spiega come sceglie produttori e prodotti. Con lo slancio del suo naso va dove lo porta il palato. Contro ogni moda o tendenza. Per noi questa sera i piatti ‘ufficiali’ che Maurizio ha in carta. Siamo pronti per l’assaggio.

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Quella sotto gialla è una mini frittata con le cipolle. Mini si ma ugualmente ‘bavosa’ all’interno. Sopra c’è una tartare di ricciola, germogli di soia e una spuma delicata di agrumi e erbette. La linea rossa sotto è rapa rossa. Che troveremo anche in altri piatti. Maurizio gioca con i colori di questa terra dorata e benedetta. E’ banale scriverlo lo so ma lo scrivo ugualmente perché sarà anche banale ma è vero.

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Lo dimostra questo piatto che brilla sotto la luce e festeggia con noi i primo gol dell’Italia. Purea di patate siracusane, crema di rape rosse, gambero appena cotto e wafer di sesamo. Rape rosse e patate. Un piatto della mia memoria, un piatto che mia mamma fa al forno. Mi piace molto. Cristiana gongola e mugola e, per fortuna non parla più. Lo farà in seguito. Per Giuliano è tutto una piacevole scoperta.

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La sera prima si parlava di grani antichi, sia teneri che duri. Del recupero di diverse varietà più digeribili e leggere. Che ci permettono di scoprire sapori e profumi nuovi. Una di queste, la Tuminnia, fa parte delle mie preferite. Maurizio ne fa delle tagliatelle spesse ed irregolari (meravigliose!). Ce le porta su una base di zucchine affumicate, saltate nell’acqua delle cozze con il finocchietto selvatico.

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A questo punto Marco ci stappa un Contadino. Un rosso intenso che comincia e non finisce mai di cambiare. Muta ad ogni sorso. Mi diverto. Imparo ancora. Sempre. Con il tonno in crosta di pane e la caponatina mignon è perfetto.

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Appena Maurizio si siede con noi la Germania pareggia. Cominciano le leggere polemiche. Devo dire che non siamo ‘tanto troppo’ tifosi. Antonio, il Maitre, che ha vegliato su di noi dall’inizio ride e per consolazione ci porta un cantastorie musicale vero con tanto di chitarra e fisarmonica. ‘Così godete anche voi…‘ Cristiana prova a fotografare i due musici ma rischia ogni volta una gomitata in un occhio. Meglio concentrarsi sul dessert.

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Che è un cannolo scomposto. La ricotta è uscita fuori e il cannolo si è schiacciato. Immancabili le marmellate di agrumi e le confetture di frutta. Ci vorrebbero altri 10 viaggi per assaggiare tutta la cucina di Maurizio. Dai pani fatti in casa con grani antichi, dall’uso delle verdure e della frutta. Ai rigori l’Italia perde con la Germania 6 a 5. Un boato deluso arriva dalla piazza. Qualcuno commenta. Altri continuano a godersi Ortigia, il mare ed il vento. Altri come noi.

‘Domani proviamo a fare le turiste?’. ‘Vediamo che succede. intanto diamo la priorità ai ricci che ho preso per te. Non vuoi assaggiare i tuoi spaghetti con i ricci?’ Maurizio è tassativo e noi obbediamo in silenzio. A domani. Al capitolo quarto e ultimo.  

 Posted by at 10:19 am
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