Ago 082016
 

L’incontro è con Ilde Soliani e me. E Paolo Brunelli. E Marco Bargnesi che ha fatto questa splendida foto. Grazie Maria Gloria Frattagli per averti rivista e ritrovata.

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E’ forse bastata quella stretta di mano per capire in un istante che in giro c’è un’altra ‘stronza’ come me. Capita che in un giorno lavorativo troppo uguale agli altri, la necessità di una nuova spinta o un nuovo motivo per sorridere sia prevalente su tutti gli altri interessi. Capita ancora di più quando sei in una fase della vita dove ti puoi permettere molto, ma non ancora tutto, dove vorresti ‘ma non posso’, dove hai bisogno di incontrare dei simili per giustificare l’irrequietezza, il malumore e il disadattamento temporaneo a un sistema che, forse, non ha mai fatto al caso tuo. Ecco, è qui che mi è capitato di incontrare una donna stravagante. Troppo, ho pensato. Non molto, ho riflettuto in seguito. Non sapevo chi fosse, cosa facesse, per cosa fosse conosciuta, per cosa fosse stimata o odiata. Era insieme a una amica comune, quella Carla Latini di cui mi sono trovata a scrivere un paio di volte e che allora, come oggi, ha mostrato tutta la sua disponibilità nello spiegare e nel comprendere le difficoltà di una ‘penna’ che non aveva mai scritto di cucina (non essendo un’esperta non utilizzo la parola ‘food’). Insomma, baci, abbracci, racconti, e una giornata da ricordare. Ma di questo me ne sono accorta solo a metà serata. La mia affinità con l’ospite ‘sconosciuta’ ma forse conosciuta più di tante altre, s’è vista subito. Al punto che mi sono detta, e successivamente gliel’ho svelato, ‘lei è stronza come me’. La sua è una schiettezza che agli altri sembra cinica, personalmente la trovo estremamente contemporanea. Sono convinta che c’è bisogno di verità, c’è bisogno di dire le cose come stanno, c’è bisogno di far vedere che ‘non è tutto oro quello che luccica’, c’è anche bisogno di critica. Ma non quella da strapazzo, non quella di chi si è guardato tutte le edizioni di Masterchef, ma di palati importanti che sanno cosa vogliono, sanno cosa aspettarsi e mettono anche in preventivo che il loro umore o lo stato d’animo può influenzare, in negativo, il giudizio. Ilde Soliani, è per me tutto questo. Per quel poco che l’ho conosciuta e vista. E lasciamo da parte i comportamenti di forma, le foto sorridenti e quelle di maniera (tocca pur strappare qualche ‘mi piace’), nella realtà dei fatti Ilde capisce e comprende le ‘stanchezze’ alimentari e imprenditoriali, fiuta chi si è spinto troppo verso l’estremo, sa quali fenomeni sono diventati talmente modaioli da farli diventare una distorsione amara dei principi cardine della cucina. Nel rendiconto di questa tarda serata passata insieme (chiedendo umilmente scusa allo chef Mauro Uliassi per il ritardo con cui le sue ospiti sono arrivate al ristorante), la sottolineatura più importante va al carattere di Ilde (e agli ‘occhiacci’ che le fa la sua amica Carla). A quel carattere prepotentemente concreto e invadente al punto tale da dire ‘siamo amiche’ (almeno da parte mia) a quegli ‘occhiacci’ di sintonia che raramente si trovano nelle persone mature. Il mio riconoscimento va a Ilde perché per una manciata di minuti, e tra uno spruzzo di profumo e l’altro, ha saputo a suo modo rinforzarmi. Magari solo per quel giorno, ma è comunque una conquista. 

                                                                                                                 Maria Gloria Frattagli

 Posted by at 7:38 am
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