Set 182016
 

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Sembra quasi un anagramma dei loro nomi: Amaranto’s. Il ristorante si porta dietro storie vecchie e clienti fedeli. Antonio viene dal Gargano, Mara è, felicemente, condizionata da cavatelli e pesce crudo. In sala c’è Nicola. Quando si dice: tutto in famiglia! I ragazzi sono sensibili ed intelligenti. Nella cassetta qui sopra ci sono oli marchigiani dop.

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Mara gira fra sala e cucina. Nicola, il fratello di Antonio, cura la sala. Dire che è simpatico è riduttivo. Pesce crudo? Cannolicchi e ostriche. Qualcuno li ha fotografati? Nessuno. Mi limito io, nel mio insensato modo di fare le foto, e faccio uno scatto alla salicornia e all’emulsione di olio e acqua di ostriche. Molto ben dosata. Questi ragazzi cominciano a piacermi.

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Seguono piatti ‘spettacolo’ che condizionano tutti quelli che li fanno. La sostanza, al di là dei fiori mangiabili, è evidente. Si può vivere senza fiori. Ma, siamo nella profonda provincia anconetana, ed i fiori ‘mangiabili’ fanno ancora effetto.

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Che dire ora di sgombro e burrata? Lo sgombro, pesce difficile da amare (è lui che non si fa amare), Antonio lo affumica con il finocchietto selvatico. Il piatto qui sopra, tavolozza attraverso il tonno appena scottato con zucchine agrodolce, crema di menta e fragola. Il salmone si arrotola su un grissino al nero di seppia e ‘gongola’ dentro un balsamico.

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Il polpo con le patate fa ‘classico’. L’alloro unto di olio fa profumo. O lo togli o lo mangi. Accanto crema di zucca e gamberi. In mezzo un crauto cotto come si deve fare.

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Eppoi l’anima pugliese/orecchiette/cavatelli ecc… di mamma e nuora fa scattare la sfida. Stessa spiaggia, spesso mare. Stesso condimento. Trucioli contro cavatelli. La morbidezza della pasta fatta a mano che si permette di ‘non’ tenere il dente ed è buona lo stesso mi piace molto. Mi rassicura. I miei Trucioli con si stancano mai di cucinare. Che dire?

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Nel prossimo piatto, che non riesco a mangiare perché io (dopo un po’) faccio basta, c’è un trancio di branzino, ratatouille di verdure e finocchio agrodolce con zenzero fresco. Al finocchio non resisto. E’ senza paragoni.

Nicola porta i dolci ed io mi distraggo. Parlo con i ragazzi della brigata, parlo con Mara. Mi crogiolo di sorrisi. Ecco qui sotto quello che rimane dei dessert. Hanno ‘dessertato’ tutto. Mi consolo con il cioccolatino all’olio extra vergine. Dentro sembra marzapane.

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Antonio e Mara stanno crescendo bene. Ed il locale diventerà, piano piano, sempre più bello. Fidatevi di me.

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 Posted by at 11:29 am
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