Ott 152017
 

Le date annunciate alla fine arrivano. Ed anche il 10 Ottobre è arrivato.
L’aveva anticipato Nicola Dal Falco il 10 Settembre.
Giusto un mese prima
. Manco a farlo apposta.

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Nella foto qui sopra sto parlando dopo Nicola. Molto difficile farlo.
Anche perché mi ha paragonata a Melusina. Ed è una bella responsabilità. Ma andiamo per ordine.
Giusto un mese fa ho detto si a Nicola.
Si va bene, cucino per te e per la presentazione del tuo libro di poesie La Dama alla Fontana.
Cucino i miei spaghetti Cappelli. Dammi tutte le indicazioni e il 10 Ottobre alle 18 sarò con te
.”
In verità arrivo qualche attimo prima nello studio/casa di Gerardo Mastrullo, l’editore di Nicola che si chiama  La Vita Felice. Cominciamo bene. Sono carica di zucchine, patate, avgotàraco Lord Byron e zafferano. Sono quelli ellenici del mio amico Giorgio Bacagias.
Un modo furbo per sentirmi protetta. E poi sono in tema con la serata dedicata ai miti.
Come il Cappelli. Anche lui un mito.

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Quanti saremo? Un numero quasi indefinito che va da 20 a 30 mi viene fornito da Gerardo.
Alla fine saremo 38, 7 kg di spaghetti cucinati, 3 ricette. Mi complimento da sola.
Ogni tanto un po’ di autostima tiene alto il morale.

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Ed eccolo qui Nicola mentre ci porta, sognanti, in questa storia fantastica che narra il mito della fata Melusina. Mito francese e cortese, ma che affonda le radici nell’archetipo della Grande Madre, nell’incontro tra fato e fortuna. La sorte di Raimondino di Rousset può cambiare e cambia fin quando rispetti il patto con la Dama che lo ha atteso nel bosco. Melusina, alias Eurinome, Artemide, Atena, è come dice lo storico Jacques Le Goff «una fata costruttrice e dissodatrice». Melusina che rappresenta il tutt’uno che è il mondo.
Parto da qui per presentare il secondo mito della serata: lo spaghetto Cappelli.
Parto dal 1991 quando Carlo riseminò questa antica varietà di cui sapete già molto. Ma mai troppo.
La pasta un tutt’uno con la terra. Perché la pasta viene dalla terra.
Racconto di Strampelli, di Maliani, di noi.

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Poi torno in cucina. La mia amica, mitica anche lei!, Marina Malvezzi, sta aspettando che l’acqua bolle. Abbiamo preparato 14 zucchine private della parte verde. Stufate in padella con tre patate e cipolla. La parte verde l’abbiamo fatta a julienne e fritta con energia. La bianca l’abbiamo frullata con l’acqua bollente dove abbiamo messo a ‘riposare’ lo zafferano ellenico.
Il profumo si nasconde in tutte le stanze.
Abbiamo condito gli spaghetti con queste due preparazioni. E’ la prima ricetta.
La seconda ricetta è solo extravergine e avgotàraco e pezzetti sottili.  
Gli amici di Gerardo e Nicola sono in visibilio e chiedono il tris!

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Penso a Melusina, fata gentile, e le chiedo di aiutarmi. Che cibi immaginate ci siano nel frigo e nella dispensa di un editore colto e raffinato? Champagne, ça va sans dire.
E? Passata di pomodoro di ottima marca.
Allora azzardo e con solo olio crudo condisco la passata e metto gli ultimi pezzi di avgotàraco rimasti. E’ un rischio? Mai provato avgotàraco e pomodoro. Sarebbe da scrivere tutto è bene quello che finisce bene come nelle favole. Stiamo vivendo una favola bella e quindi questi spaghetti, forse, sono i più buoni della serata Melusina. Perché la chiamo così d’ora in poi.
Grazie Gerardo e grazie Nicola. La dea mi ha protetta e sento proprio che lo farà per sempre.
Alla prossima! Marina se non ci fossi bisognerebbe crearti.
Giorgio grazie del prezioso e mitico contributo!

Chiudo con.
Trifoglio buona biada di Nicola Dal Falco

per il sole
che ogni giorno muore,
trifoglio buona biada!

una luna s’incammina,
segue lo sguardo
che la cerca,
lesta lo incoraggia
a fissare il mistero
che si svela,

tutto lì, in quel biancore
che dilata e, poi, s’attenua,
apre immensa una palpebra
nel buio e la richiude
come un’ala sopra il ramo,

trifoglio buona biada!

 

 

 Posted by at 9:58 am
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