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Nel Convento delle Sante Caterina e Barbara a Sant’Arcangelo di Romagna c’è La Foresteria del Convento aperta al pubblico. Le sorelle, devote all’ordine, sono attive nel recupero delle ragazze e delle donne che hanno subito violenze e nell’aiutarle a riprendere una vita normale con i loro bambini.

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Una festa, una cena a sei mani e 3 teste ideata da Sorella Amabile, con me e Ilde nella foto in home e qui sopra, e da Fausto del Povero Diavolo, riaccende i fornelli della grande cucina. Al momento attiva solo per uso interno. Un’atmosfera tutta al femminile. C’è grazia, c’è silenzio, c’è riflessione.

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Veniamo prese entrambe da una grande calma e riusciamo anche a registrare una puntata per il mio retrocucina su RadioSerena.net che andrà in onda il prossimo 26 Settembre alle 10 e 30 sul web.

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Sorella Rosario, che sta all’accoglienza, non è molto disponibile quando Ilde, ma chi la ferma la mia amica?, insiste per visitare la biblioteca. Ha letto che ci sono testi addirittura del 1500 e spera di trovare degli spunti per creare nuovi profumi. Sorella Rosario è irremovibile.

Ma Ilde non demorde. Prende tempo e andiamo a salutare le nostre amiche cuoche. Mentre chiacchieriamo con Isa Mazzocchi e Aurora Mazzucchelli arriva, trafelata, Maria Grazia Soncini. Bella appesantita di seppie da pulire. Nessuna parola, nessuna risata, però, può distogliere Ilde dal suo pensiero fisso: visitare la biblioteca.

Ha notato che all’entrata, nei salottini prima del refettorio una Sorella, insieme a Sorella Rosario, sta parlando con una, credo, giornalista. Così l’inarrestabile Ilde comincia a ronzare intorno a loro senza farsi sentire. Ed io, seduta più in là, faccio finta di non conoscerla. La giornalista si alza e saluta.

Gli sguardi di Ilde e della Sorella Superiore si incontrano e finiscono in due grandi sorrisi. Stretta di mano e cordialità. Le raggiungo e mi presento mentre l’argomento libri, biblioteca e testi antichi è già stato, abbondantemente, toccato. Sorella Rosario ci aveva detto la verità: la biblioteca non si può visitare. Ma Sorella Amabile, che bel nome che le hanno scelto quando ha preso i voti!, ci fa portare un gran librone, tesi di laurea di una Sorella, una sorta di catalogo/archivio dei testi antichi conservati in Convento. dal 1500 al 1800. Cominciamo a sfogliarlo e Sorella Amabile ci lascia da sole a studiare. Credo siamo state immerse nella nostra ricerca per quasi due ore. Perse dentro un film dove giovani donne si avvicinano a Dio. I loro percorsi spirituali, i loro timori, i loro dubbi umani. Ma anche e soprattutto la loro grande forza. La nostra serata al femminile sta prendendo la via giusta. Ilde non trova i testi che cercava. Va oltre. Ritorna con la memoria ad una sua linea di profumi, ‘Gli Invisibili‘ e riparte da lì. Da questo viaggio il suo naso sicuramente troverà una nuova ispirazione.

Sorella Amabile si siede con noi. Che bella persona. Dolce, delicata, decisa. Una Sorella imprenditrice che governa le 500 Sorelle dell’ordine distribuite nei posti più poveri del mondo. Dove c’è l’inferno, dice Lei, quello vero. Rimaniamo in silenzio e poi, a turno, sia io che Ilde raccontiamo di noi. Ci viene naturale aprirci con Sorella Amabile e Lei con noi. L’incanto non viene interrotto dall’arrivo di Fausto. Anzi cresce di intensità.

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Mentre sta per unirsi a noi un nuovo ospite improvviso e molto gradito. In zona c’è Fulvio Pierangelini con la sua bella compagna Marie. Starà alla cena con noi. Sono felicissima di rivederlo. Nutro una grande stima e ammirazione per lui. Sarò felice di ascoltare la sua saggezza culinaria. Siamo così prese da tutte le emozioni che riempiono il nostro cuore che dimentichiamo di cambiarci. Così, con gli abiti del viaggio, andiamo nel chiostro all’aperto dove tante tavole imbandite ci aspettano.

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Insieme alla musica e a un ricco buffet di prodotti locali.

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Sul menu ci sono i nomi di 4 donne. 3 sono le cuoche. La quarta è Elena Pantaleoni la produttrice piacentina di vini biologici. La sua Cantina di chiama La Stoppa. Beviamo molto bene.

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Al nostro tavolo altre a Fulvio e Marie ci sono 4 nuove amiche con cui instauriamo subito un rapporto cordiale fatto di commenti intelligenti e di battute sagaci.
E della cena cosa ricordiamo?
Il risotto di Maria Grazia Soncini con seppie e nero di seppia.

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L’alga potevi anche non metterla. Era già buono così” le dice Fulvio la mattina a colazione.
Sorella Amabile è già partita e Sorella Rosario ci ha fatto preparare una colazione gaudente e sontuosa.
E della prima colazione cosa ricordiamo?
La torta di mele, di tante mele, ancora calda.

Sono certa che Ilde troverà un’altra scusa per ritornare. Questa è solo la prima puntata di: una sera in convento. A, dimenticavo, prima di salire sul taxi Ilde ha salutato così Sorella Rosario: “Fai la brava!” Con tanto di ditino inquisitorio!

 Posted by at 8:00 am
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