set 072018
 

Il brano che state per leggere qui sotto introduce un testo di poesie del nostro Nicola Dal Falco.
Non so se è meglio che prima ascoltiate parole e musica al link qui e poi leggiate il testo o viceversa.
Decidete voi. In entrambi i casi la musica, la poesia e la prosa vi faranno stare molto bene.

 
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L’onda non muore

«ma l’onda non muore mai/resta del mare…» sono questi l’immagine e i versi che hanno guidato la composizione delle musiche originali, per violoncello e pianoforte, composte dal maestro Massimiliano Giusti eseguite per la prima volta, nel 2017, al Festival Parole e musica di Benevento.

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Versi, tratti dalla raccolta Giona. Nella pancia del Pesce Cane, scritta da Nicola Dal Falco, per l’editore La Vita Felice, con una prefazione di Grazia Schogen Marchianò, vincitrice del premio Montale Fuori di Casa 2016 per la poesia di viaggio.
«La poesia è di per sé un viaggio come la vita – precisa Dal Falco – ma per quanto appaia sotto forma di prospettiva, di direzione in avanti, essa, esse si muovono verticalmente, in su e in giù. Per questo la storia di Giona è una storia esemplare e universale. È nel triplice buio, della propria anima disobbediente, del ventre del grande pesce e del mare, che l’eroe biblico formula una preghiera, cerca nel canto di ristabilire una rotta.

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«La collaborazione con il pianista Massimiliano Giusti ha preso spunto dall’onda come metafora dell’esistenza e della sua comprensione. Il movimento circolare è l’unico che possa far intendere l’alternarsi di inizio e fine, di ombra e luce, di immersione ed emersione dai propri pensieri e stati d’animo».
«La trasposizione musicale per violoncello e pianoforte dei versi di Dal Falco – spiega Massimiliano Giusti – si muove nello spazio simbolico tra due immagini: l’onda che non muore e il mare che guarda me, tra l’energia mutevole e irriducibile dell’onda e la presa di coscienza dell’ambiguo rapporto tra soggetto e oggetto.

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«Partendo dall’idea che l’onda come la vita sia sempre nuova, ma allo stesso tempo costantemente ricorsiva: ho quindi cercato di rendere quest’idea lavorando su tre aspetti: la dinamica che muove il colore di strutture musicalmente statiche; lo sfasamento temporale, ottenuto con la giustapposizione di frasi musicali di lunghezza diversa che, ripetendosi, formano ogni volta combinazioni nuove; l’uso contemporaneo di modalità e tonalità differenti in modo da sottolineare il senso di indeterminazione, di sospensione. Ho, infine, utilizzato il testo come se fosse uno degli strumenti dell’esecuzione, in modo che la musica non sia un semplice accompagnamento, ma formi un unicum con la parola».

 

 

 Posted by at 3:51 pm
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