gen 232019
 

Ricevo con piacere la presentazione del prossimo lavoro teatrale dell’amica Maria Vittoria Andrini su Olindo Guerrini. E’ la seconda volta che la nostra scrittrice, storica, insegnante di cucina e giornalista allarga la sua cultura al teatro. Mi fermo e lascio narrare lei e i suoi collaboratori…

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Olindo Guerrini, nato a Forlì il 4 ottobre 1845, trascorre l’infanzia a Sant’Alberto di Ravenna dove il padre gestiva la farmacia del paese.
La sua vita scolastica fu piuttosto movimentata soprattutto per il suo carattere irrequieto. I primi cinque anni li frequentò al Collegio Municipale di Ravenna dal quale, però, fu espulso per indisciplina. Fu trasferito quindi al Collegio Nazionale di Torino dove riuscì, nonostante le intemperanze, ad ottenere la licenza. Si laureò in Giurisprudenza a Bologna ma, dopo un periodo di prova, capì immediatamente che la professione di avvocato proprio non gli si addiceva.
Partecipò attivamente alla politica e venne eletto consigliere al Comune di Ravenna divenendone anche Assessore. In quella veste istituì la sezione dei pompieri e fondò, a Sant’Alberto, una biblioteca popolare. Successivamente fu eletto nel consiglio comunale di Bologna, ma fu una presenza breve.
Quando vinse il concorso alla Biblioteca Universitaria, si trasferì a Bologna con tutta la famiglia e mise, per così dire, la testa a posto dedicandosi al lavoro, alla famiglia e allo studio.
Nel frattempo aveva sposato Maria Nigrisoli dalla quale ebbe tre figli: Angiolina morta a quattro anni, Guido, che diventerà medico e Lina.
La passione per la scrittura fu la costante della sua vita e nel 1877 pubblicò, con lo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti, il volume in versi “Postuma”, che registrò ben 32 riedizioni. L’anno dopo diede alle stampe altri due volumi: “Polemica” e “Nova Polemica”.
Si impegnò molto in campo giornalistico e scrisse per testate nazionali ma anche per giornali satirici anche con la firma di Mercutio. Furono anni ricchi di creatività e nacquero “Versi di Guido Peppi poeta forlivese del sec. XV”, la monografia “La vita e le opere di Giulio Cesare Croce”. Poi, con la collaborazione di Corrado Ricci, “Studi e polemiche dantesche” e, il più noto, “Giobbe”, per il quale usò lo pseudonimo di Marco Balossardi. Pubblicò anche un saggio sulla cucina italiana del Medioevo intitolato “La tavola e la cucina nei secoli XIV e XV”
Negli anni a seguire fu tutto un susseguirsi di pseudonimi: Argia Sbolenfi firmò le “Rime” (a dire del Guerrini “le sue cose peggiori”). Fu poi la volta di Bepi al quale fece scrivere in dialetto veneto “Le ciacole di Bepi”, attribuite a Pio X.
Ebbe diverse passioni oltre alla scrittura: per la bicicletta, alla quale dedicò “In bicicletta”,  per la fotografia (fu presidente del primo Circolo fotografico dilettantistico di Bologna) e per la cucina. Sollecitato dall’amico Pellegrino Artusi, come ultimo lavoro della sua vita, diede alle stampe, pur se dopo la sua morte, il libro “L’Arte di utilizzare gli avanzi della mensa”.
I “Sonetti romagnoli”, scritti in dialetto, furono pubblicati nel 1920 dal figlio Guido.
Molte delle sue poesie, tutte a nome Lorenzo Stecchetti, furono musicate ed ebbero, all’epoca, grande successo.
Gli ultimi due anni della sua vita li passò alla Biblioteca di Genova. Era scoppiata la guerra e lui aveva offerto la sua presenza dove poteva essere utile. Morì a Bologna il 21 ottobre 1916.

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Breve sintesi di tutto il lavoro

L’incontro dell’autrice con Olindo Guerrini avviene nel 2012 quando propone la riedizione del libro di Olindo Guerrini “L’arte di utilizzare gli avanzi della mensa“, pubblicato nel 1918, due anni dopo la morte di Guerrini. Nasce nell’autrice una profonda curiosità di approfondire la conoscenza con questo personaggio così poliedrico e del quale non si sa poi molto a parte la sua produzione di sonetti e poesie a firma Lorenzo Stecchetti.
Nel 2016 Mariavittoria Andrini ripropone “Ricordi autobiografici” (pubblicato da Zanichelli nel 1917 e scritto dagli amici di Guerrini), arricchito da numerose nuove testimonianze che approfondiscono diversi aspetti di Guerrini (dai testi a firma Stecchetti musicati e famosi in tutto il mondo di Wilma Vernocchi, il rapporto con Pellegrino Artusi di Laila Tentoni, le burle e gli scherzi scritto da Pierluigi Moressa etc….).
Da questa pubblicazione nasce l’idea di farne uno spettacolo teatrale che si intitola “Io e gli altri me” (tutto amatoriale!) e il 16 marzo 2017 debuttiamo al Dragoni di Meldola.
Nel 2018 lo spettacolo viene rielaborato e diventa una lettura teatrale per due soli personaggi.
(ti allego il pezzo che ha scritto Fiorella Buffa che è “una dei due” e ne ha curato anche la regia)
Questo testo è diventato anche un libretto “Ho un arcobaleno nella testa” di Mariavittoria Andrini (formato Einaudi-64 pagine- In Magazine Edizioni), che sarà presentato il 7 febbraio. Oltre al testo della lettura teatrale ci saranno anche tre approfondimenti:
Guerrini in scena di Fiorella Buffa
Olindo Guerrini maestro di ironia e di compassione – di Carlo Flamigni
Un politico scapigliato fra Ravenna e Bologna con il culto del Risorgimento di Pietro Caruso
In regalo col libro, l’audiolibro, cioè la registrazione in studio della lettura teatrale in cd o chiavetta. 50 copie verranno regalate ad una associazione di non vedenti (che sto identificando).

Mariavittoria Andrini, giornalista, ha pubblicato sui più importanti periodici nazionali sia per la carta stampata che per la televisione. Come scrittrice ha all’attivo la pubblicazione di numerosi libri dedicati alla cultura, al turismo e alla letteratura gastronomica. Da qualche anno si dedica anche, come autore, alla scrittura di testi teatrali.

Gli approfondimenti sono stati curati da:
Fiorella Buffa, attrice e regista teatrale
Carlo Flamigni, scrittore di saggi, romanzi e pubblicazioni di carattere scientifico
Pietro Caruso, giornalista, direttore di periodici culturali e di Romagnawebtv.

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di Fiorella Buffa

Guerrini in scena

Quando Mariavittoria Andrini mi ha proposto di curare la lettura del suo testo su Olindo Guerrini, ho accettato con entusiasmo. Trovavo molto stimolante dare corpo e voce al mondo di un personaggio così particolare. La Leggerezza era certamente la chiave, a mio parere più giusta, per affrontare un letterato bizzarro, colto e trasgressivo per i suoi tempi come Olindo Guerrini che usava pseudonimi vari a seconda dei temi trattati. Questa sua molteplicità lo rendeva sfuggente ma allo stesso tempo molto interessante. Il primo problema da affrontare era la scelta dell’attore giusto per il personaggio. Ho pensato subito a Fabio Bussotti, attore, autore di “ multiforme ingegno”! Il suo modo di essere sulla scena ironico e profondo, surreale e colorito lo rendevano ai miei occhi, l’interprete più adatto. Qualcosa di segreto lo univa a Guerrini, la cultura, la sensibilità e infine, non ultima una smodata passione per la cucina e i suoi profumi!
Intorno al protagonista girano i suoi “ fantasmi”. Intervengono nel racconto, acquistando presenza e voce, le donne della sua vita, la madre, la moglie, le creature desiderate e sognate. In fine i suoi più celebri pseudonimi attraverso i quali, il borghese Guerrini si è concesso licenze poetiche a volte azzardate, come Argia Sbolenfi a cui fa scrivere la celebre poesia dedicata al “ pendolo” o Lorenzo Stecchetti  attraverso il quale  compone  “ Il Canto dell’Odio”.
Non è facile liberarsi dei propri desideri e pensieri più segreti, non resta che accettare di essere sempre in compagnia del proprio  alter ego, Guerrini lo sa. Così abbiamo voluto raccontare l’autore ed io affianco il protagonista dando voce e volto ai suoi altri sé.
Ho pensato di utilizzare alcuni suoni, magici, onirici ed evocativi per segnalare gli stacchi temporali ed emozionali.
Da alcune vibrazioni  ed echi,  Olindo Guerrini viene in qualche modo evocato in un gioco surreale di specchi  e con lui  un personaggio che gli si affianca e svela i lati oscuri ed inconsci per poi diventare  i personaggi più importanti della sua vita.
Uomo e donna, reale e metafisico , il suo alter ego, lo incalza e lo stimola a narrarsi in maniera più sincera, a confessare i  pensieri più segreti. Lo porterà con sé, una volta svelato il Guerrini più intimo, nell’altrove della memoria! Il letterato, insomma, lascia il posto all’umano  e con lui divide altezze e miserie lasciando tuttavia intatta la sua statura di scrittore. E’ un incontro immaginario, astratto e reale insieme, un gioco della memoria divertente e nello stesso tempo doloroso come la vita.

 

 Posted by at 5:24 pm
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