Mag 052019
 

Si è da poco conclusa la cinquantatreesima edizione della fiera enoica più importante d’Italia e tra le prime a livello mondiale; come di consuetudine, ormai, per me la manifestazione parte il sabato sera con quello che negli anni è diventato un vero e proprio appuntamento cult per gli amanti del settore, ovvero la presentazione del nuovo spumante metodo Classico di Fongaro, presso l’enoteca Zero7.

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La domenica mattina è tutto pronto per l’apertura della kermesse, il successo e l’affluenza di pubblico cresce di anno in anno e la mia fiera, da buon appassionato di bollicine, non può che cominciare in Franciacorta con un saluto ad una delle mie aziende del cuore, Castelveder, dove ho il piacere di incontrare Camilla Alberti e poi ancora Franciacorta per far visita a La Fioca, altra piccola realtà della quale sentiremo tanto parlare per l’altissima qualità dei suoi spumanti; restiamo in Lombardia, in Oltrepò Pavese, in una delle aziende storiche non solo dell’areale ma dell’Italia tutta, Conte Vistarino dove fare gli onori di casa è Ottavio Giorgi di Vistarino in persona, sempre capace di stupire per la qualità dei suoi Pinot Neri, sia fermi che spumanti.

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Le bolle, si , chiamano altre bolle e questa volta ad accogliere la nostra curiosità è Alice Paillard in persona, presente con i suoi spumanti allo stand di Cuziol Grandi vini, dove oltre alla vigneron francese incontro anche Tommy Monari, brand Amnassador di Bruno Paillard in Italia ed il  carissimo Massimiliano Caputa.

Cuziol non è solo Champagne, ma anche grandi Franciacorta come Derbusco Cives e Sullali; altra azienda che non poteva mancare all’appello degli assaggi del primo giorno è certamente Roeno, che ci cattura per la qualità del suo Riesling e del suo vino di punta, Enantio.

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Il secondo giorno parte sulla falsa riga del primo, ancora Franciacorta, precisamente Berlucchi, storia e tradizione di un territorio ed ancora bollicine, stavolta in Trentino con una leggenda dello sport e del vino italiano, Moser; il pomeriggio parte da FIVI dove tra i migliori assaggi c’è certamente Tenute Pacelli,

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l’orologio corre veloce e facciamo altrettanto anche noi; via dal metodo classico, passiamo al Prosecco DOCG per una tranquilla e rilassante pausa.

Si arriva al padiglione della Sicilia per un saluto doveroso al Baglio del Cristo di Campobello e il classico brindisi con Laluci.

Infine, si conclude allo stand di ONAV nella regione Piemonte, dove ho il piacere di incontrare e salutare tanti nuovi amici del mondo del vino e la seconda giornata volge al termine.

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Siamo giunti al giro di boa, terzo e penultimo giorno di fiera e si parte dalla Campania e più precisamente dal Vesuvio, tappa piacevole e obbligata da Massimo Setaro, che ha il merito di vinificare tra le migliori espressioni di Caprettone, anche spumantizzato, del vulcano; dalla provincia di Napoli ci si sposta in quella di Salerno, facendo visita ad un’azienda della quale mi avevano parlato molto bene, Lunarossa, uve autoctone vinificate e affinate in anfora, i suoi vini di punta Borgomastro e Quartara sono espressioni di rara complessità ed eleganza legate ad un territorio, quello dei colli di Salerno. Un terirritorio, che vede indiscussa protagonista la Signora del vino italiano, Silvia Imparato, che con il suo Montevetrano è sempre capace di stupire e catturare con l’elevata qualità dei suoi vini, che esprimono la finezza, la signorilità e l’eleganza della cara Silvia.

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Ancora Campania, questa volta è l’Irpinia  a conquistare la mia attenzione e dopo aver partecipato ad un press test con il mio amico fraterno Alessandro Scorsone conosco un’altra azienda rivelazione di questa kermesse, Cantine Case d’Alto della famiglia De Luca che rapisce i nostri palati con un Taurasi spaziale; sempre Irpinia, ma stavolta è il Fiano a salire in cattedra e certamente non poteva mancare tra i migliori assaggi quello di Roberto Di Meo che ha il merito di stregare i miei sensi con la selezione Erminia 2003, un Fiano quasi maggiorenne che sembra un bambino per freschezza e vitalità.

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E dall’Irpinia, di nuovo in Sicilia per un saluto agli amici di Palmeto Costanzo, che presentano l’ultimo nato Contrada Santo Spirito 2015; pausa pranzo in Emilia Romagna dagli amici casinisti di Enio Ottaviani, che ci accolgono con il loro Strati e soprattutto tanto Caciara; il pomeriggio ci porta a far visita alla Philarmonica distribuzione per una degustazione di Champagne Charles  Heidsieck, che si conferma sempre su standard qualitativi elevatissimi; la giornata volge al termine, ma prima di uscire passiamo a far visita a Celestino Gaspari di Zymè che rapisce i nostri gusti con il suo nuovo Amarone Riserva La Mattonara e Harlequin, veri e propri capolavori di viticoltura ed enologia. Prima di uscire non potevo non  passare dal Consorzio della Valpolicella per un saluto alle amiche e agli amici che ogni anno ci accolgono con simpatia ed amicizia.

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Siamo giunti ormai al giorno finale della manifestazione, si parte dalla Franciacorta e da una nuova azienda I Barisei, che certamente si colloca già su una fascia qualitativa alta di mercato; non potevano mancare all’appello gli amici di Villa Parens che quest’anno hanno lanciato una nuova linea di spumanti, il Gran Rosè e il Gran Noir, entrambi fini ed eleganti con una spiccata bevibilità; e poi una carrellata di saluti a coloro che negli anni sono diventati amici, come i fratelli Mirizzi e quindi Motecappone, ancora un salto in Irpinia dove manca all’appello un Fiano da assaggiare come ogni anno, quello di Tenute Scuotto, Oi Nì, anch’esso elegante e longevo come pochi.

Lo scatto finale regala ancora emozioni e non solo saluti, si ripassa dal Veneto, siamo da Speri, altra realtà storica della Valpolicella e chiudiamo da Carpenè Malvolti e Bortolomiol.

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Anche quest’anno, ho vissuto un’esperienza ricca di stimoli e grandi incontri, per questo ringrazio tutti, ma soprattutto i miei compagni di viaggio, Paola Gambini e Alessandro Scorsone, che condividono con grande generosità la loro esperienza, non mi resta che salutarvi e darvi appuntamento al prossimo VinItaly.

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 Posted by at 2:02 pm
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