Giu 122019
 
Massimiliano Bagno e Mauro Borsari

Il Piccolo è quello a sinistra e si chiama Massimiliano Bagni. Accanto a lui, c’è Mauro Borsari, il grande. Sempre di più adoro le Trattorie. Quelle con le tovaglie a scacchi bianchi e rossi e il copritovaglia bianco. Quelle dai grandi numeri di clienti giornalieri, fedeli. Come qui alla Trattoria dal Piccolo nella Bologna della tradizione più profonda.

Interno Dal Piccolo

Massimiliano assomiglia a Gene Wilder, non credo di averglielo detto, ha la stessa espressione coinvolgente e sorniona. Una sicurezza ottenuta negli anni e grazie a una formula gastronomica azzeccata. Che dice: menu vincente non si cambia mai. Ma, perché c’è sempre un ma, ogni giorno puntuali arrivano i piatti del giorno. A rotazione, in grassetto, nuove proposte compaiono a menu. Legate alla stagione e ai suoi consigli. Mauro si mette il grembiule e ci accompagna all’entrata per fare la foto ufficiale.

Massimiliano Bagno e Mauro Borsari

Si posizionano ai lati di una grande lavagna che recita in dialetto stretto: qui si mangia nostrano come una volta, dal Lunedì al Venerdì solo a pranzo, dal Venerdì al Sabato solo la sera.

Rientrando l’occhio mi cade su un manifesto un po’ staccato. Mi sembra strano perché qui Dal Piccolo è tutto così preciso! Per Massimiliano ha un grande significato quel manifesto. Gli ricorda un incendio, tanti anni fa, al quale sono sopravvissuti.

Mentre sto per dire chissà quali banalità mi si avvicina Leonardo. In una lingua sconosciuta mi invita a seguirlo.

Entriamo in una sala privata dove 5 sfogline di bianco vestite stanno preparando i tortellini a mano.

Mi viene un tuffo al cuore. Che tenerezza e che bravura. Sono tutti uguali e luminosi.

Leonardo stende la sfoglia ad arte e Massimiliano ha preparato il ripieno con lombo di maiale, Parmigiano Reggiano, mortadella, Prosciutto di Parma 24 mesi e noce moscata. 3 parti uguali per mortadella, parmigiano e lombo. Una sola per il prosciutto. Ovvio, il ripieno è crudo.

Clarissa a sinistra, Massimiliano e tutta la brigata

Mentre Mamo, il mio cavaliere, sceglie a menu cosa mangeremo, il Piccolo mi porta in cucina a conoscere Clarissa e la sua brigata. La cuoca mi mostra come sono diventati i miei spaghetti grandi con la pre-cottura. Brillanti e golosi come i tortellini di cui sopra.

Mamo ha deciso che non posso non assaggiare i tortellini con la panna (prima cotti nel brodo tipico locale che prevede anche la lingua)

i passatelli asciutti con la pancetta e il balsamico tradizionale.

E poi, seguendo il trend della Trattoria, il piatto del giorno: maiale steccato e sempre balsamico.

Che ci beviamo? Dal Piccolo, grande nei numeri e nella qualità, ha una piccola cantina a vista. Scegliamo subito Piastraia, Bolgheri Superiore, di Michele Satta. Una grande bottiglia.

Mi fido di Mamo e della sua allenata professionalità.

Ho fatto molto bene. La Trattoria Dal Piccolo ha confermato quanto scritto all’inizio. Adoro le Trattorie italiane quelle vere! Dimenticavo: anche il pane è tipico e locale. Buonissimo!

 Posted by at 11:01 am
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