Ott 042019
 

A pochi chilometri da Foligno un piccolo borgo antico attraversato da una sorgente di acqua chiara e azzurra vi farà pensare e poi dire: che meraviglia! La stessa che abbiamo provato noi, Carlo, Luca e Andresita che ci ha convinti a fare questa insolita sosta.


Qui l’acqua fresca e cristallina brilla fra le case, sotto ponticelli fioriti e sgorga da fontanelle vintage. L’hanno definita, a ragione, un presepe naturale permanente dove il tempo si sospende. Non passa e non arriva. Molte persone hanno avuto la stessa nostra idea e camminano insieme a noi verso la sorgente di questa meraviglia.

La giovane barista del primo locale in cui possiamo fermarci, gli altri sono tutti pieni di turisti, ci racconta che, nel tempo, i pochi residenti si sono organizzati per accogliere i visitatori. Sembra quasi che sia stato il luogo stesso a dettare i canoni e lo stile.

Fra scalette e viottoli il paese si anima come in una piece teatrale. Dietro l’angolo qualcuno sta montando la canaletta per cucinare gli arrosticini. Dentro una grande porta appare il molino che lavora grani antichi di montagna. C’è profumo si pane appena sfornato. Qui, un tempo e antiche foto lo dimostrano, c’erano tanti tessitori di lana di pecora. Telai dell’epoca lavorano ancora sciarpe, scialli, maglie, cappelli, coperte e tappeti. C’è un birrificio artigianale e un maestro cioccolataio che confeziona praline e bom bom da asporto.

Salendo salendo, senza fatica perché larghi gradini ingannano il nostro cammino, incontriamo artigiani che lavorano la pelle, bistrot dove mangiare locale, fresco e stagionale, bere il vino della casa, riposare, chiacchierare, far giocare i bambini. I loro occhi brillano come le cascatelle che risuonano gioiose. Capiamo, dai discorsi della gente, che per arrivare alla sorgente, quella vera, è necessaria un’ora di strada a piedi. Le nostre scarpe non sono adatte a tale percorso e così ci fermiamo a metà. In mezzo alle cascate più grandi.

C’è il carretto dei gelati di quando eravamo bambini. Fiordilatte, fragola e pistacchio. Due belle ragazze confezionano palline su coni. Nonne e nipoti si siedono sui gradini e sull’erba.

Al ritorno ci fermiamo a prendere il dolce tipico di qua. Si chiama rosticciata. Non facciamo in tempo a fotografarlo e a portarlo a casa. Lo divoriamo in macchina come ragazzini. E’ una specie di strudel senza latte, burro e uova. La sfoglia sottile è solo acqua e farina e la farcitura interna profuma prepotente da dentro il sacchetto. E’ fatta con mele di montagna, uvetta, pinoli, cioccolata, fichi secchi, nocciole. Ci fermiamo a comprare le patate di Colfiorito e le cipolle gialle. Rasiglia, che meraviglia!

 Posted by at 7:39 am
Follow

Get every new post delivered to your Inbox

Join other followers