Mag 042020
 
Mariangela Ruggiero è la terza da sinistra

La mia carriera in cucina non è iniziata presto, ho studiato Economia e Commercio perché la mia famiglia non voleva frequentassi la scuola alberghiera, quindi ho lavorato in settori completamente diversi, sono stata sales manager e promotore finanziario, prima di decidere di lasciare tutto e seguire la mia passione. E’ stato difficile, molto difficile direi, ma cambio e mi evolvo man mano che cambia e si evolve la mia cucina, con solide basi che rimangono lì. Sono una sognatrice, testarda e impulsiva, concreta e curiosa, la mia cucina è come me. Nel tempo sono diventata più stabile e responsabile ma con una follia di base che non mi abbandona.

Sono determinata a raggiungere i miei obiettivi e non è sempre stato facile perché la cucina è maschilista. Ho dovuto farmi strada attraverso un mondo di uomini, avendo lavorato per diversi anni in Medio Oriente, dove non ci sono molte donne cucina. Alla fine ho imparato che dipende solo da come ci poniamo, io in cucina non mi sento una donna, ma solo uno chef, che mette grazia e delicatezza nei suoi piatti.

Filetto di Angus, crema di broccoletti, purea di patate viola, cappella di Portobello grigliata, jus al tartufo

I miei studi e il mio lavoro precedente a contatto con il pubblico e per i quali ho dovuto prendermi cura dei miei clienti mi aiutano a fare meglio il mio lavoro ogni giorno, perché essere chef non è solo cucinare, essere chef significa prendersi cura e penso sia la cosa più adatta a me.


Fino all’età di 15 anni non avevo mai cucinato nemmeno un uovo in padella, ma sono cresciuta con mia nonna che cucinava ogni giorno per un esercito, la vedevo preparare pasta fresca e dolci ininterrottamente, cucinava meravigliosi ragù che rimanevano sul fuoco per ore e ore. Lo preparava la mattina mentre facevo colazione prima di andare a scuola e lo spegneva quando tornavo per pranzo, poi c’erano le lasagne la domenica, quando tutta la famiglia si riuniva.

Pappardelle ai funghi

Noi eravamo molti, intorno al lungo tavolo in cucina, c’erano polpette al sugo, non si possono descrivere, le mangiavo di nascosto mentre cuocevano e immergevo il pane nella salsa di pomodoro, lei si arrabbiava sempre, ora capisco perché, non puoi alterare la chimica della salsa!

Cucinava fantastiche torte salate, faceva le verdure sott’olio per l’inverno, l’agnello al forno e cosi via, potrei continuare all’infinito, ma io non volevo fare lo chef, volevo fare la mamma e cucinare come lei, perché ciò che mi affascinava era vedere quanto era brava nel renderci tutti felici, a prendersi cura di tutti noi, ecco cosa volevo, prendermi cura di tutti, poi verso la fine delle scuole superiori ho iniziato a sentire il desiderio di approfondire la passione che mi era stata inculcata.


Risotto barbietola, fonduta di Castelmagno e timo

Non mi è stato permesso e così ho aspettato il momento giusto. Partendo dal nulla, studiando da autodidatta, provando e riprovando, sacrificio dopo sacrificio.

Brioche in forno


Ho iniziato negli Stati Uniti, poi in Italia, in giro per l’Europa ed infine in Medio Oriente, toccando l’Egitto, la Giordania e gli Emirati Arabi, tutte esperienze che mi hanno fatto crescere molto, sia professionalmente che personalmente. Adesso sono rientrata nel nostro magnifico paese, ricco di eccellenze culinarie che voglio valorizzare ed approfondire.


Tortelli ripieni di crema di mozzarella di bufala, estratto al basilico, pomodoro in polvere


Quindi direi che non sono stata io a decidere, ma era nel mio DNA e non potevo certo modificarlo, era già dentro di me. Rendere felici i miei clienti, dare loro un’esperienza. Voglio che sentano il mio amore per il cibo, la mia passione, i miei ricordi: porto il cliente nella mia vita attraverso i miei piatti.

Panini al latte

Quando sentirà il profumo del mio ragù, sentirà la gioia che provavo salendo le scale della casa di mia nonna. I miei menu partono tutti dalle materie prime e dalla loro stagionalità. I miei ricordi di famiglia sono alla base, li mescolo con i miei viaggi, con la ricerca di ciò che il cliente desidera, dialogo molto con loro ed aggiungo richieste e suggerimenti speciali. Non mi piace seguire le tendenze, mi piace pensare che la mia sia una cucina concreta, con ingredienti sempre presenti, magari solo in forma diversa. Vi aspetto in Sardegna, nel mio nuovo ristorante a Tortolì in provincia di Nuoro appena sarà possibile aprire. Sarete i primi a saperlo.

Capretto crema di fave e caglio
 Posted by at 12:55 pm
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