Giu 052020
 

Venerdì 29 maggio sono andata a scuola. Classe 5° maturandi dell’Istituto Politecnico di Brescia. Via web, come si fa adesso. Tutti collegati per approfondire e scoprire nuove interessanti storie e notizie. Quando racconto la mia storia c’è sempre qualcuno che fa: ‘Oh!‘ E cominciano le domande. C’è uno degli allievi che farà la sua tesi sulla pasta italiana. Scendiamo nei particolari della produzione industriale. Siamo a porte chiuse e mi impegno ad aprir loro gli occhi che, grazie al Prof. Ivan Giavarini sono spalancati e disincantati. Che meraviglia una classe così.

Mi chiedono delle Dop e mi sbilancio su quella del Grana Padano e sulla marchigiana Casciotta d’Urbino, che conosco nei dettagli. A parte la storia vera dei casci di Michelangelo mi soffermo sul senso sociale, etico, produttivo ed economico della Dop. Proteggere un territorio vuol dire farlo vivere in autonomia e dargli un valore aggiunto senza eguali.

Alle numerose domande rispondo sinceramente.
Si è vero in alcune zone la Dop serve solo all’industria.’
Credo di aver osato troppo ma loro, i ragazzi, lo sanno già. Li saluto invitandoli da mamma e da produttrice a non credere mai a priori a nulla e a pensare con la loro testa. A formare palato, naso e manualità e ad attingere nella memoria. Formarsi una memoria è il mio augurio a loro. In bocca al lupo per gli esami prossimi. Sono stati bravissimi in questi lunghi giorni di #iorestoacasa. Prof. Giavarini sei un grande!

 Posted by at 2:43 pm
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