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dic 312018
 

Debutto del Ristorante Amaranto’s sul portale italiano Oraviaggiando.
Curato da Giovanni Mastropasqua con la supervisione artistica di Sandro Romano, Oraviaggiando guida, consiglia, invita a scegliere il vostro locale in qualunque parte d’Italia via siate.
Con le giuste attenzioni ai vostri gusti e alla vostra voglia di essere sorpresi.
Fatevi prendere per mano che vi conviene. I miei amici #MaraeAntonio sono qui sotto e la presentazione nei dettagli la trovate qui.

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 Posted by at 8:37 am
dic 232018
 

A Lei non piacerebbe?

(La newsletter degli auguri)

Mi chiede un volontario che assiste i degenti nel reparto ortopedia dove mia mamma Marisa è ricoverata. “Da quando è successo un incidente durante l’ora del pasto non possiamo più imboccare i pazienti né aiutarli a spostarsi. Ora possiamo solo parlare con loro.”
Così ci racconta la sua vita di operaio e volontario. Di come la sua occupazione principale sia diventata la seconda. È un bel signore distinto con un eloquio piacevole.
Cosa ho risposto? Mi sono fatta dare il suo numero. “Ci penserò.” Un sorriso non costa nulla e qui, al quarto piano dell’Ospedale di Torrette di Ancona. di giovani sorrisi ce ne sono tanti.

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Mentre scrivo sto chattando con Rosaria Morganti. Una donna che ammiro e stimo moltissimo.
Una mentore per cuochi e produttori che la seguono come una cometa. Ha cucinato con Nikita Sergeew e Simone Ventresca per l’Unione fa le Marche. Cliccate qui.

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È casuale e mi piace anche di più.
Sono tutte donne le protagoniste di questa newsletter degli auguri.

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Stefania Barzini scrittrice giornalista e cuoca, fresca fresca di viaggio in Angola, ha presentato dai ragazzi di Amaranto’s Mara, Antonio e Nicola il suo ultimo libro ‘Nonne on the road’. 
Una sorta di Thelma e Louise della cucina in lungo e largo per gli Stati Uniti. Cliccate qui.

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Questa bella signora si chiama Cristina Pagni. É l’ideatrice dell’originale blog 50enni.blog
Perché la vita comincia a 50 anni. Mi ha dedicato una pagina per Natale.
Con la ricetta degli spaghetti della Vigilia a Casa Latini. Cliccate qui.

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Per Sotto la Toque di Italia a Tavola vi porto a Orvieto. Al Caffè Ristorante Capitano del popolo nella piazza principale. La cuoca patron si chiama Valentina Santanicchio.
Da provare. Cliccate qui.

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Rimaniamo dentro Italia a Tavola. Il Premio ha una veste rinnovata. Forse più snella. Per votare cliccate qui.   Ci sono anche io con la mia amica Marina Malvezzi e la mia amica Anna Scafuri
Ecco vi ho detto chi sono le donne da votare!

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L’ultimo libro di Pino Scaccia, il celebre inviato speciale del TG1, si intitola ‘Dittatori’.

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Le protagoniste sono Claretta Petacci ed Eva Brown.
Fedeli amanti devote di Mussolini e Hitler.
È il primo testo della collana ‘amori maledetti’. Da regalare a Natale. Vi anticipo qualcosa qui.

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Dopodomani é Natale! #ilretrocucinadicarlalatini festeggia il 24 con Marina Malvezzi, il 26 con Cristiana Curri,  il 28 con PaoloScarpellini. Il 31 farà un salto, prima de La Prova del CuocoElis Marchetti.  Il Primo, Daniela Nipoti ci darà le previsioni astrologiche per il 2019 e l’oroscopo del mese di Gennaio.  Il 2, nel pieno rispetto della tradizione che esige qualcosa di nuovo , debutta l’amico Felice Marchioni.  Parleremo di stellati. Ovvio.  Il 4 anticiperemo la Befana con Mara Palanca e i suoi dolcetti di carbone.  Il tutto su radioserena.net

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Ci scriviamo all’EpifaniaBuon Natale, buon Anno e buon Tutto.
Io lo passerò in reparto con mamma. Che mi ha insegnato il suo mitico paté di fegatini.
Sarò all’altezza?

Auguri di cuore con tanti sorrisi.

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 Posted by at 8:49 am
dic 222018
 

Scritto con la professoressa Anna Raviglione, Dittatori, e l’ultimo libro di Pino Scaccia.
L’inviato speciale del TG1. Un uomo meraviglioso che adoro da quando ero una ragazzina appassionata di radio.

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Con lui e Kruger Agostinelli ne ho imparate tante e anche ora lo faccio.
In 3 ore con entrambi ho preparato un lunga intervista per #ilretrocucinadicarlalatini su radioserena.net.

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Intrighi, storie di potere e crudeltà. Notizie inedite da scoprire. E poi ci sono loro.
Le donne. Le amanti fedeli di Hitler e Mussolini. Eva Brown e Claretta Petacci.
Così devote e immolate da morire con i loro uomini. Claretta come un soprammobile di preziosa ceramica. Eva vittima delle nevrosi del Fuhrer. I due dittatori si influenzarono a vicenda. Ammirandosi e invidiandosi. Adolf avrebbe voluto la stessa prestanza fisica di Benito che si vantava di aver avuto più di 5000 donne. Il prossimo testo sarà per Marylin Kennedy Jacqueline Callas e Onassis.

Mi fermo qui. Comprate e regalate Dittatori. Servirà anche per comprendere l’oggi.
Perché come dice Pino citando Primo Levi ‘se é già successo potrebbe succedere ancora

 Posted by at 6:51 am
dic 202018
 

I social, oggi, bruciano tutto in un post. Serate importanti che andrebbero raccontate e ricordate si ‘esauriscono’ in tante foto, piuttosto belle queste fatte da Marco Cicconi, e in poche parole.

tutti-webMi conoscete e non sono mai stata di poche parole. Infatti adoro i mensili. Quelli che tieni sul divano non solo per un mese. L’unione fa le Marche è un’idea di Picenum tour con il supporto artistico de Le marchese del gusto. Lo scopo? Far incontrare i cuochi e le loro idee in una regione che, da sempre, parla al plurale. Ho avuto il piacere di essere fra gli ospiti della ‘puntata’ del 14 scorso al Ristorante Caffè Soriano di San Benedetto de Tronto. Il centro della ‘dolce vita’ in ogni stagione.

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In cucina lo chef del locale Simone Ventresca e i due chef ospiti: Rosaria Morganti e Nikita Sergeev. Due Cigni e l’Arcade. Il gioco prevede, idea intelligente della quale ancora non ho avuto il tempo di complimentarmi, che ogni chef si porti il suo produttore del cuore.

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Niki ha scelto me e i miei strozzapreti. Lo ha definito un piatto piacione. Io aggiungerei molto gaudente. Con ceci neri, trippette di rana pescatrice e la sua celebre polvere di cavolo nero.

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Simone Ventresca ci ha fatto conoscere la sua personalità frizzante con il bignaccalà di benvenuto, un bignè salato di baccalà, con una divertente favola che parla di burro e alici e va a spasso con Alice e , per finire, con un raviolo aperto al sapore di mare.

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La mia amica Rosaria non ha smentito la sua fama di madrina della cucina marchigiana con la zuppetta di lenticchie e le biglie di mare, polpettine di pesce come olive ascolane e con la mazzolina panata al tartufo. Facendo scoprire quanto stanno bene insieme cardi e anice.
Il dulcis in fundo, come lo ha definito Niki, è stato il suo trelatti. Che a me piace molto.

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Da provare. La bella Dorina Palombi, le Marchese del Gusto, ha condotto con eleganza e sincera passione. La sua quella di unire le Marche e di dare alle Marche del Sud la giusta collocazione culturale eno-gastronomica che le spetta.

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Gli appuntamenti come questi saranno molti. Tutti interessanti. Il pubblico era quello delle serate vip. Attento interessato e molto ben disposto al dialogo. Ad avercene di gente così!
Alla prossima! Abbiamo bevuto molto bene: Lucchetti e Le Canà.

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 Posted by at 9:10 am
dic 162018
 

 

Feste Marchigiane

Ho scelto questo titolo già da diversi giorni perché gli episodi belli legati alla mia regione sono
così tanti da riempire una newsletter. Quindi oggi gioco e rimango in casa.
Una casa sconvolta dalla tragedia del 7 Dicembre avvenuta a Corinaldo che ha portato dolore e rabbia in tante famiglie.  Il loro sarà un Natale di lacrime, tristezza e impotenza.
Abbraccio con affetto la Famiglia di Antonio Megalizzi, lontana ma vicina. Non ci sono parole.
E ora andiamo a cominciare…

 

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Un viaggio con un amico comune, Giovanni Mastropasqua, un incontro interessante e divertente con Stefano Ciotti, siamo a Pesaro dal Ristorante Nostrano, hanno stimolato un lungo e profondo Sotto la Toque di teneri ricordi. Che spuntano all’improvviso dentro i piatti dello Chef. Spero di essere riuscita a raccontarvi un Ciotti ineditoda scoprire. Che trovate qui.

 

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Scendiamo lungo la costa e arriviamo a Portonovo. In questi giorni il mare ha un fascino particolare. Il freddo e i tramonti di metà pomeriggio mettono voglia di passeggiare ben coperti e voglia estiva di moscioli. Un giro di parole scontato che mi traghetta fino a Simone Baleani e ai suoi ‘moscioli in barattolo’. Che non sono affatto scontati.
Anzi saranno una golosa sorpresa e un bel regalo. Cliccate qui.

 

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Pochi chilometri più a Sud c’è Porto Recanati. Che frequento estate e inverno da quando provo affetto, stima e amicizia per Sara Pandolfi e German Scalmazzi. Una giovane e bella coppia di grandi professionisti di cui vi ho già scritto più volte. Il pezzo di oggi raggruppa tutte le feste marchigiane che ha visto lo staff dello Chalet La Rotonda protagonista.
Il pezzo si intitola, poteva essere diversamente?, German Superstar!

 

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Un approfondimento nei dettagli merita il pranzo della Domenica nelle Cantine Montecappone. Un giorno a Casa Mirizzi per festeggiare i 50 anni dell’Azienda con German e Mauro Follenti. Tanta bella gente, come ama dire Kruger Agostinelli. Attenta e interessata.
Che è già un successo. Senza quei momenti imbarazzanti in cui l’appassionato produttore parla di sé sgomitando dentro un assordante e maleducato brusio. Cliccate qui.

 

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Sempre grazie a Giovanni Mastropasqua, pugliese DOC ma marchigiano di adozione fanese, ho conosciuto Enzo e Milena del Ristorante La Lanterna a Loreto. Due cuori pugliesi emigranti di vecchia data. Ho ritrovato la cucina verace, sincera e confortante che amo. Nodini, burrate, cime di rape, le sessantine quelle vere!, pasta fatta a mano, focacce, salumi superbi, carni pregiate e peperoncini profumati in olio extravergine. Cliccate qui su Italia a Tavola.

 

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Da Loreto Montecosaro Scalo si attraversano colline morbide e paesi ben curati. Lo stesso Montecosaro merita una sosta. Rosaria Morganti, complice il colto comune amico milanese Elio Palombi, ha ospitato lo scrittore Carlo Giuseppe Valli in veste di storico narrante. Siamo andati, nel 1600, alla Corte del Vicerè di Napoli dentro il libro di Antonio Latini “Lo scalco alla moderna”. Il pranzo realizzato egregiamente da Rosaria e le parole cinematografiche di Valli sono qui.

 

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Il direttore del Corriere del ConeroPaolo Fileni, è marchigiano al 100%. Al rientro da Torino si è stabilito a Camerano che non è sul mare ma lo vede, dall’alto, tutte le mattine. L’ho intervistato per il quotidiano on line dopo aver letto il suo libro ‘Il destino dei tonni’. Un testo che cattura l’attenzione e cresce di pathos, molto ben scritto. E non lo affermo solo perché Fileni e sua moglie Silvana sono diventati, nel tempo, amici di casa. La mia intervista è qui.

 

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Anche Radioserena.net è marchigiana. Osimana, che è meglio. #ilretrocucinadicarlalatini
in questi giorni è molto affollato e io e Luca Tortuga ne siamo solo che felici. Domani parleremo ancora di libri con Raethia Corsini e SmAllraga. Martedì debutta il caffè nella figura carismatica di Mauro Cipolla. Mercoledì c’è #nataleinmacelleria parte II con Mauro Follenti. Giovedì debutta il gelato con Michel Draicchio da Peschici. Venerdì che comincia a profumare di vigilia di Natale, avremo Flavio Cerioni e il suo fantastico mondo marino.

Mi leggete domenica prossima

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 Posted by at 11:35 pm
dic 152018
 

Stefania Barzini, nella foto in home page con me e Mara Palanca nella sala ai piani alti del Ristorante Amaranto’s di Castelfidardo , ha aperto il suo cuore e le pagine di #nonneontheroad. Davanti ad un pubblico attento e motivato abbiamo percorso insieme un viaggio dentro il suo ultimo libro. Stati Uniti cost to cost. Scuola di cucina cost to cost.
Nonne on the road. Come, per fortuna solo gastronomiche, Thelma e Louise.

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Con lei che la vedo molto meglio nel ruolo di Louise, la consuocera Paolina, alias Thelma.
Una donna di grandi capacità affettive e organizzative, ma priva di qualsiasi connessione con il mondo tecnologico reale. Dal computer al telefonino. Dalle mail al satellitare.
Ma che importanza ha? Le due, cariche della sicura intellettuale e professionale incoscienza di chi sa che, alla fine, andrà tutto bene, hanno girato gli Stati Uniti in macchina e in aereo. Fra scuole di cucina e pranzi già programmati. Fra strutture pubbliche e private. Perché l’Altro Mondo è Grande.
A parte gli scherzi, in verità non sono mancati momenti al limite del pericolo e momenti esilaranti. O, comunque, momenti, me lo permettete: on the road. Il libro non era previsto ma poi è venuto da sé.
L’editore è Guido Tommasi. La copertina è di Gianluca Biscalchin che le ha ‘dipinte’ proprio come Thelma e Louise di Ridley Scott.

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Non vi anticipo altro perché il libro va letto e comprato cliccando qui.
E’ seguita una cena ispirata alle ricette del testo che hanno stimolato Antonio Di Guglielmo, Chef Patron insieme alla moglie Mara. Qui sotto alcuni piatti del menu della serata. Prima c’è il menu.

 

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 Posted by at 4:59 pm
dic 152018
 

Questa bellissima Signora si chiama Cristina Pagni ed è l’ideatrice di 50enni.blog

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Perché la vita ricomincia a 50anni! Ci siamo sentite al telefono qualche giorno fa ed è nato un lungo articolo che riguarda la mia vita di ultracinquantenne! La storia dell’azienda mia e di mio marito.
Il Natale a Casa Latini. Che è questo piatto qui sotto. L’articolo di Cristina lo trovate qui.

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Spaghetti grandi, pan grattato, noci ed extravergine per la Vigilia di Natale

 Posted by at 11:52 am
dic 082018
 

Quante ne abbiamo fatte con lui in queste ultime settimane?
German è German Scalmazzi ma ha un nome così rockandroll che German basta e avanza.
Ci siamo divertiti con lui alle Cantine Montecappone il giorno di San Martino. Cliccate qui.

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L’abbiamo visto dentro le Cantine Lucangeli presentare piatti degni delle migliori etichette della Garofoli Vini.

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L’abbiamo visto il Primo Dicembre, anchorman navigato condurre la serata esclusiva dentro l’Area T. a Tolentino. Quando si dice che moda, cibo e vino vanno a braccetto.

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L’abbiamo visto sul palco del Kursaal, il 2 Dicembre, per il Buonasera Marche in apertura del Natale di Porto Recanati.

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L’abbiamo visto in Pinacoteca, sempre a Porto Recanati, il 9 Dicembre per la Ricetta sotto l’albero che ha riunito molti cuochi della città.

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Buon Natale e buon anno che verrà!
Le foto sono di Kruger Agostinelli e di Sang Hee Piercecchi.
Con German in home page e nelle foto c’è il sous chef Gianluca Guidi. 

 Posted by at 5:48 pm
dic 082018
 

Domenica 2 Dicembre
a casa di Rosaria Morganti, I Due Cigni di Montecosaro Scalo, Elio Palombi, amico fraterno e storico conoscitore di tante pagine scritte riguardo cibo, autori, ricette, sontuosi banchetti, ruoli e racconti da tramandare, ha organizzato un pranzo in onore e nel ricordo di Antonio Latini.

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Nessuna parentela passata ci lega. Fino a quando, qualcuno. dimostrerà il contrario. Protagonista della kermesse, che non smetteresti mai di ascoltare, è Carlo G. Vallistorico, insegnante di marketing (disciplina che sarà sicuramente nata con lui), buongustaio colto e, infine, scrittore. Ironico, lucido nei dettagli (documentati da meticolose bibliografie), descrittivo fino alla risata (che non è facile) e, scusate se è poco, abile oratore.

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Ma chi è Antonio Latini?
L’unico cuoco, nel 1600, ad indossare la parrucca da nobile. Come ha fatto ad arrivare fin lì?
L’ho definito la prima star chef della storia e Valli mi ha dato ragione.
Antonio Latini nasce in una famiglia di origini così umili che viene abbandonato in strada. Il destino vuole che venga accolto e quindi raccolto da un nobile del luogo (siamo fra Ancona e Fabriano) e messo a pelare patate in cucina. Antonio ha vitto, alloggio e un lavoro da imparare. Mentre fa il lavapiatti studia l’italiano e si appropria dell’arma del leggere e dello scrivere. Intanto la sua competenza cresce e mette radici per il suo futuro di scalco (oggi si direbbe cuoco celebre) e di cerimoniere. Organizzatore di banchetti, eventi feste ecc…

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Fu il primo a lavorare il pomodoro. Il primo a lavorare i peperoni. Considerati allora cibo per poveracci. Latini inventa una cucina moderna fatta di verdure, ortaggi e frutta. Una cucina dove alleggerisce le preparazioni e i costi. Toccando ingredienti come la zucca, la misticanza, le castagne e le verdure di campo. Un visionario trasformatore della materia prima che dalla cucina del Principe Barberini a Roma sale alla Corte del Vicerè di Napoli e lì rimane fino alla morte.

Il suo uso delle materie prime ‘povere’ è di grande esempio per la corte intera. Ortaggi, verdure, frutta, poca carne ma buona. Pesce quando c’è. Da poco ci siamo evoluti anche noi ‘contemporanei’. E il pensiero sviluppato in cucina da Antonio Latini è molto più attuale di quanto possiamo immaginare.
Il cuoco, allora, veniva chiamato ‘scalco’. Forse perché sapeva usare il coltello e lo spadino che gli venne dato in segno di grande stima e di scalata sociale in una delle tante occasioni che lo vide grande cerimoniere e, in seguito, ‘prestatore del braccio’ alle dame bisognose di ‘appoggio’ dell’epoca.
Antonio Latini è passato alla storia con le sue ricette che non sono molto differenti dalle attuali della tradizione. Nulla di nuovo sotto il sole del #copiaincolla.
Lo potete verificare nella lettura dei due tomi ‘‘Lo scalco alla moderna” stampato a Napoli tra il 1692 e il 1694. Il nostro cuoco è considerato un punto sicuro di riferimento nel contesto della storia della gastronomia italiana. L’unico a dettare la sua biografia, anche se sapeva leggere e scrivere bene.
Il primo cuoco ad avere una sua biografia narrata. Citando Leonardo senza conoscerlo.
O meglio, vista l’intelligenza e la furbizia che l’accompagna, conoscendolo bene, citandolo e facendo finta di non conoscerlo.
galantina-e-animelleInsalate fatte di erbette rustiche ed altri nobili ingredienti (poma granate, galantina e animelle)

minestra-di-cocuzze-webMinestra di Cocuzze 

Qui sopra e qui sotto alcune immagini del menu eseguito con grazia, partecipazione e, se posso permettermi, perfezione da Rosaria Morganti. Un pranzo da star chef.

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Ravioli fatti con fiore di farina impastata all’ova, latte, zuccaro e mollica di pane, cannella

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Crostata di bricoccole sciroppate, cannella e zucchero sopra

 Posted by at 4:37 pm
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