Nov 242012
 

Momi è la bella bionda qui sopra. Romina e Maurizio insieme alla sorella di lei, Alessia, curano la Locanda di Momi e Mauri a Salcedo, nell’alto vicentino. E avrete capito al volo che Mauri sta per Maurizio.

Purtroppo capito in una giornata fredda dei primi di novembre. Il bello di questa Locanda che è una vera e proprio locanda con camere confortevoli e possibilità di rimanere qualche giorno in assoluto relax. La vista dalla terrazza vi fa sentire all’altezza delle vette che circondano Salcedo.

Il camino acceso mi scioglie la tensione provocata dall’umidità. Ma che simpatica Momi. Sorriso schietto e diretto. Capelli cortissimi e grandi occhi azzurri. Sgranati verso di te mentre ti parla.

Se non fossi così di corsa verrei a cena da te stasera e rimarrei a dormire qui. Le dico. Una cena intima nel salottino privato fra tante bottiglie di grande spessore e morbidi cuscini su cui collassare lentamente.

Mi racconta Momi: non sempre riesco a mantenere le promesse elencate a menu. Se non trovo certi ingredienti come dico io preferisco togliere il piatto a menu. Vorrei farti assaggiare il mio fegato alla vicentina. Ti va? La cipolla è stufata molto a lungo e a fuoco lento. Rimane delicata. Aggiudicato!

Non sono una contro la cipolla, anche se preferisco lo scalogno. Mi fido di Momi. E faccio bene. Intanto Alessia ci offre uno stuzzichino imprevisto insieme a due bolle di Quadra.  Paté di fegato su fette di pane a lievitazione naturale.

Sgranocchio assaporando ogni sfumatura del cremoso paté. Molto buono. Aspetto il fegato che si fa aspettare. Del resto la cucina di Momi e realmente al momento e il mio fegato sta veramente cuocendo con la sua cipolla stufata.

Il mio fegato è cotto alla perfezione. Ben tenero all’interno. La cipolla è come promesso da Momi e non avevo dubbi. Nell’insieme il piatto è impegnativo ed i sapori molto forti. Io sono ghiotta di fegato. In tutte le versioni. Ringrazio Momi per avermi indirizzata verso una scelta che da sola non avrei fatto mai.

Molto brava la ragazza. Da tenere d’occhio. Come al solito prima di congedarmi vado in toilette. Un muro di copertine colorate e ben piegate poggiate lungo una parete mi fanno venire in mente lunghe sere d’estate, sulla terrazza a guardare i monti e a mangiare fegato alla vicentina… Devo proprio tornate da Momi e Mauri. 

 

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