Feb 272014
 

Eccola qui. E’ un po’ che la rincorro. Il Ristorante suo e di suo marito Antonio, è a Donnalucata (Scicli, Ragusa). Ora un libro, La Repubblica del Maiale la fa tornare su tutte le pagine dei giornali. Roberta è una donna spiritosamente molto colta. Il suo ultimo libro non è un libro gastronomicamente limitato è di più. Sotto la scheda/presentazione.

LA REPUBBLICA DEL MAIALE

Sessant’anni di storia d’Italia tra scandali politici e ossessioni culinarie

di Roberta Corradin

Chiarelettere, Milano 2013

“Ci stiamo liberando del superfluo per riconquistare l’essenziale… Un cespo di sedano cresciuto bene ci sembrerà un successo personale più auspicabile di una promozione sul lavoro. Sarà la volta buona che impareremo finalmente qualcosa, o la storia continuerà a scivolarci addosso senza lasciare traccia?”

Dal libro

SCHEDA

Una controstoria italiana, dal varo della Costituzione alla fine della Seconda Repubblica. Una lettura strabiliante, una scrittura effervescente, gustosissima, strabordante di aneddoti, personaggi, fatti, mode e tic. Una cavalcata di decennio in decennio, dalla fine della fame del dopoguerra alla scoperta del cibo sano e leggero complice la crisi economica di oggi, su e giù sull’ottovolante Italia che ci ha regalato emozioni a non finire tra alta cucina e bassa politica. Lo sguardo obliquo di una affermata critica gastronomica e appassionata cittadina, attenta alle ideologie, di tutti i tipi, ci regala un’Italia mai vista così, un po’ a tavola, in casa e al ristorante, e un po’ tra i banchi del parlamento e al supermercato. Dal primo Autogrill all’ultima ossessione culinaria, ecco il ritratto sorprendente dell’italiano medio. Di come siamo e da dove veniamo. Comprese le ricette che hanno fatto epoca, sarebbe un peccato dimenticarle.

Roberta Corradin è nata a Susa nel 1964. Si è diplomata al liceo d’Azeglio a Torino, ha iniziato tre tesi in lettere classiche e non ne ha finita mai nessuna, e nel 1989 ha cominciato a lavorare nei fumetti: «Lupo Alberto», «Cattivik», «Sturmtruppen», «Blue», e l’immancabile «Linus». Nel 1992 diventa lavoratrice anomala ante litteram, e da allora, per circa un lustro, scrive di pseudopsicologia da bar e da parrucchiere per svariate testate femminili. Nel 1995 esce il suo primo libro, Ho fatto un pan pepato… ricette di cucina emotiva (Zelig). I critici la ignorano, i gastronomi la chiamano a scrivere di cucina nelle loro riviste.

In seguito pubblica Un attimo, sono nuda, una storia umoristica misogina (Piemme); Le cuoche che volevo diventare (Einaudi), Tradizione Gusto Passione (con Paola Rancati, Silvana Editoriale) e scrive di viaggi e di cucina per testate tra cui «l’Espresso», «Gambero Rosso», «D La Repubblica delle donne», e altre. Traduce narrativa e saggistica dal francese e dall’inglese.

Ha risolto un decennio di nomadismo occidentale tra New York, Parigi, Roma e la Sicilia sudorientale a favore di quest’ultima, dove insieme al marito porta avanti un progetto di fattoria permaculturale e gestisce un ristorante di mare a Donnalucata.

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