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Manca da un po’ da questi schermi. Tante cose belle sono cambiate in bellissime per lui. Nella foto qui sopra è con le celebri signorine buonasera di quando ero bambina.

Ora Michele è cuoco/patron dell’Apollinare a Spoleto. Una ricetta per noi adatta alla stagione autunnale/calda.

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Crema di lenticchie con tortino di ricotta, trota croccante, vele di pane e tartufo

Ingredienti per 4 persone:
300g. lenticchie di Castelluccio
1 spicchio d’aglio
2 rametti di serpullo
2 pomodori spellati e privati dei semi
2 trota Fario
150g. ricotta fresca
1 uovo
40g. panna fresca
10g. parmigiano
sale e pepe q.b.
4 fette di pane di Strettura tagliato sottile con l’affettatrice
1 Tartufo nero

Procedimento:
Bollire le lenticchie e scolarle. Soffriggere l’aglio, il timo e il pomodoro pelato e tagliato a listarelle, aggiungere le lenticchie e del brodo vegetale, lasciare stufare le lenticchie a fuoco basso, aggiustare di sale e pepe frullare e passare al setaccio. Mescolare la ricotta, la panna, il parmigiano, l’uovo, il sale e il pepe; imburrare degli stampi monoporzione d’alluminio, versarvi dentro il composto di ricotta e cuocere in forno a 145°C per 30 min. circa.
Sfilettare la trota e dividere ciascun filetto in tre pezzi, scottare i filetti in una padella antiaderente con un filo d’olio dalla parte della pelle, lasciar rosolare a fuoco basso fino a rendere la pelle croccante. In un piatto fondo versare la crema di lenticchie, sistemarvi al centro il tortino di ricotta, attorno i tre pezzi di trota. Sul tortino posizionarvi una fetta di pane essiccata. Affettarvi sopra il tartufo e condire il tutto con un filo d’olio extravergine.

Questo piatto vuole rappresentare un mio omaggio alla terra che mi ha accolto da ragazzo e nella quale sono cresciuto professionalmente.
Tutti gli ingredienti sono riconducibili alla Valnerina, dalle lenticchie di Castelluccio, la ricotta di pecora dei pastori, la trota del fiume Nera, il tartufo nero pregiato, il pane di Strettura ecc.