Non costruire castelli di carta all’aria aperta

Agata Damini (all’età di otto anni). Grazie, Francesca tu sai perché. Queste le due dediche che aprono il libro di racconti di Bruno Damini, Tarabacli. Sono riuscita ad andare alla presentazione dello scorso Lunedì a Bologna.

Una Bologna cantiere, buia e bucata. Dentro l‘Ambasciatori l’atmosfera è dotta, poteva essere diversamente?, e illuminata. In tutti i sensi. Sul palco con Damini, lo scrittore Valerio Varesi, il regista teatrale Gabriele Marchesini e Gaetano Curreri ex compagno di scuola di Bruno. Insieme ricordano i caldi ’67, ’68 e l’invenzione/burla di un movimento fantasma MSS, movimento senza senso, che aveva confuso non poco la scuola più ‘bene’ della città. Ma come avevamo fatto ad entrarci?

C’è una frase che mi ha colpito più delle altre dentro Tarabacli :
Le case che non vale la pena di ricordare sono quelle che queste cose hanno ripopolato ad ogni mio nuovo trasloco per confondere i ricordi delle vite precedenti. 

Sto per iniziare l’ennesimo trasloco della mia vita. Ne ho contati 16. Questo sarà il numero 17. E non credo nemmeno che sarà l’ultimo. Riempirò scatoloni di tarabacli e dei miei castelli di carta, spiegazzati dentro i cassetti.

Come d’incanto sono da Uliassi. La terza volta per me, quest’anno. Quando i bambini vanno da Uliassi guardano Ratatouille seduti su seggioloni bianchi e morbidi cuscini blu. Sono con Pippo Onorati, fotografo, creativo, design, grafico ecc… un vulcano sempre bollente e lapillante. Sono in veste di assistente. Pippo deve fare un intero servizio a tutta la famiglia Uliassi. Prendi, sposta, gira, accendi, spegni, dammi, esci, entra… Pippo intervista Filippo. Il figlio di Mauro.

Era un Lo Mejor de la Gastronomia del 2005 0 2006? Bello ricordare senza nostalgia. Io, Teresa e i suoi 17 anni. Mauro, Filippo e i suoi 16 anni. Teresa e Filippo con castelli di carta ben chiusi negli zaini. C’è troppo vento a San Sebastian. Con noi Michele Pidonei suoi 21 anni e già un passato da cuoco. Qualche giorno fa ne ha compiuti 30. Ogni tanto lo tampino per farmi avere una delle sue ricette che sanno di Umbria e di autunno. Eccola qui  per noi. Sotto Michele è con tre celebri signorine buonasera. Vi ricordate come si chiama la bella, bionda, signora al centro?

Ciao cia come stai? E’ tanto che non ci sentiamo… Sono al telefono con Silvano, lo splendido bimbo di Victoire Goulobi. Mi dice, preciso, che il Ristorante della mamma a Milano è stato inserito nella Guida del Touring. Non sono solita scrivere dei successi dei miei tanti amici cuochi ma per Victoire faccio un’eccezione. Ho un debole per lei. Qui sotto è con la comune amica Agnese D’Oggiono, durante una serata a tema.

Chissà cosa si potrebbe far venire in mente il nostro Nicola Dal Falco sui castelli di carta di Agata? Provo a provocarlo… Intanto leggete il suo incontro con Valerio Capriotti,  il Maitre Sommelier di sala di un’altra mia debolezza.  Ne ho tante! Il pezzo si intitola: Il celliere del Duomo. 

Ci vorrebbe più Missaglia per salvare l’Italia! La frase è della comune amica Monica Ranzi. A Renato Missaglia piace molto. Sono stata travolta dal suo entusiasmo e dalle innumerevoli iniziative pronte e in costruzione. Se siete nei pressi di Neive questo sabato andate alla Distilleria Levi. Sarete coinvolti nella cerimonia di accensione del 70esimo fiammifero, nella presentazione della Mostra delle etichette più celebri e nella festa in piazza.

Renato sta lavorando alle prime 3 etichette delle 999 che la Levi gli ho commissionato. A Montecarlo, il prossimo 30 Ottobre, Renato presenta l’intero progetto. Per capire meglio cliccate qui. Già mi gira la testa! Renato è anche parte attiva di Expo 2015. Qui un assaggio.

Spero di farmi leggere prima di cominciare a riempire gli scatoloni con i tanti tarabacli che cianfrusagliano, con affetto, la mia casa.