Non so che terra pesto

Così mi risponde la mia amica Daniela Nipoti, la vostra gastro-astrologa di questi schermi, ogni qual volta, mentre passo per Bologna, la chiamo e le chiedo dov’è. La casa di Bologna di Daniela è il mio ideale, affettuoso, pipì-stop-caffè. Non so che terra pesto era un modo di dire della sua mamma. Il senso è ben chiaro. Non so dove sono. O dove sarò.

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Qui sopra Daniela è con Mario Ferrara e sa bene che terra sta pestando. Sono agli Orti in via Braina 7 a Bologna. La terra è proprio quella di questo fantastico giardino verde nel centro della città. Stanno parlando di stelle. Quelle che ci accompagneranno fino alla fine di questo 2015. Per Agosto, invece, le Stelle Squisite di Daniela per voi sono queste qui. 

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Non so che terra pesto calza a pennello anche alla mia amica Tania Mauri. Il suo portale si chiama Giri di Gusto e la dice lunga sulla quantità di chilometri che questa bella ragazza con la valigia si fa durante l’anno. Ogni tanto si ferma e gode della sua casa. E cucina. Si, l’ho costretta a cucinare i miei Trucioli. Leggete qui cosa è successo!

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Sempre a proposito di Trucioli ecco l’amica Sandra Longinotti, un’altra bella ragazza con la valigia, che quando sono a Milano lei non c’è e quando passa dalle mie parti non ci sono io. Ma quante terre pestiamo? Fra un valigia e l’altra Sandra è riuscita a fare una divertente intervista doppia a me e a Gualtiero Marchesi. S’intitola: mangiate trucioli e fate scarpetta..

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L’occhio blu qui sopra è di Olivia Chierighini, nuova amica di questo schermo. Olivia ha un blog molto frizzante che si chiama Olivia quanto basta. Non di solo cibo vivono le donne ma anche di cultura, curiosità, moda, attualità e di tutto quello che può venire in mente ad Olivia. Che affronta la vita ridendo. Con lei  non due  ma tre chiacchiere. Si parla della mia pasta 600.27.  

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Valeria Leotta e Anna Fava sanno bene che terra pestano: la Sicilia. Nicola Dal Falco le introduce, insieme, così: La cassata è una signora, anzi due. Sono fortunato, perché non una ma due siciliane, Valeria Leotta e Anna Fava, si sono rimboccate le maniche e hanno preparato una cassata che non assaggerò, ma potrò godermi a parole come in uno sceneggiato radiofonico…. Una parola ancora sulla musica che Valeria Leotta abbina ai piatti siciliani. La musica per la cassata, linkata più avanti, è di un compositore ungherese. Non c’è da meravigliarsi, perché si ispira alla tradizione popolare di quel Paese e mette in campo un’energia irruente e sentimentale.  L’intero pezzo lo leggete qui.

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Vi lascio con i miei spaghetti grandi cucinati la settimana scorsa da Paolo Paciaroni, il cuoco felice. Spaghetti con triglie, furbi e pomodorini gratinati. 

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La foto sfocata dell’allegra brigata dell’altra sera da Paolo Restaurant a Tolentino chiude questa mia newsletter.

Ci scriviamo dopo Ferragosto.
Buone vacanze a chi le fa.
Io pesto la mia terra osimana. 

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