Apr 302016
 

Urbino dal 28 Aprile al 29 Maggio, Casa della Poesia, Occhi di Testori, Giancarlo Vitali e la poesia…

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Pioveva, come piace a Giancarlo Vitali, lo scorso 28 Aprile a Urbino. Una pioggia fitta fitta come nebbia e molto fredda. Luca Cesari che è l’anima della Casa della Poesia  è un uomo di grande cultura, umiltà e profondità.

Sono a Urbino perché c’è Sara Vitali e la sorella Paola. Amiche mie da quanti anni? Boh?
Le ragazze sono le figlie di Giancarlo Vitali. Nonché le sorelle di Velasco Vitali.

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Stare con loro il 28 Aprile, giorno che mi sono presa solo per me, vale la pioggia e il viaggio. Di più. Molto di più.

Qui sotto lascio la parola a Vittorio Sgarbi che ha voluto questa mostra.

Io mi defilo perché non sono all’altezza. Felicissima di poterlo raccontare. Andate che vi farà bene.

Ho la sensazione che, benché lontano dagli occhi di tutti, Giancarlo Vitali sia l’ultimo pittore.

Non si possono dimenticare le sue nature morte, i suoi animali, persino più immediati di quelli del penultimo pittore vicino a lui: Chaim Soutine. Ma anche Soutine non è citato; è digerito, assimilato, rigenerato per impulso, istinto, necessità di pittura. Siamo ora ad ammirarne alcuni impressionanti ritratti monotematici: quelli dell’amico e amato, Giovanni Testori. Più fortunato di me, anche Testori ha avuto innumerevoli ritratti, ma non poco riusciti, fuori da tagli celebrativi o convenzionali e, peggio, fotografici.
Testori era il suo quadro infinitamente azzurro; e nessuno, forse neppure il simillimo Varlin lo ha colto con tanta efficacia e potenza.
Mentre Testori ti trapassa con gli occhi, Vitali trapassa Testori, infilzzandolo al suo amo per coglierne l’umanità profonda e la dolcezza e lo spirito. Infine l’anima.
Leggiamo tutto negli occhi del Testori di Vitali, leggiamo anche quello che non vogliamo sapere e non rimpiangiamo di non averlo visto in limite mortis, patito, smagrito, sofferente, perché egli è nella sua pienezza di vita, che rivive, davanti a noi, negli studi, nei disegni, negli acquarelli, nei pastelli, nei colori eruttanti, sanguinolenti e pur sempre preziosi, di Vitali.
Testori è vivo: e la pittura supera la forma per farsi carne, spirito, parola.

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