Apr 012020
 

Nascere figlio di uno dei più premiati e noti sommelier italiani, direttore di hotel, uomo di grande cultura e savoir faire come Gualberto Compagnucci, avrebbe potuto essere un ostacolo e non una grande opportunità.

Per Alan vale la seconda. Una grande opportunità di crescita e di sviluppo intelligente. Il fatto che la mamma sia anche una grande cuoca professionista ha fatto in modo che l’amore per la cucina e per il ricevere sia nel suo DNA da sempre. Adesso ha 46 anni. Lo ricordo ragazzino.

Preso dai suoi nuovi compiti importanti dopo la scuola alberghiera. Subito dietro i fornelli dell’Hotel La Fonte di Portonovo. Poi l’esperienza più folgorante e stimolante al Saraghino con Roberto Fiorini. Due spiriti liberi a confronto. Scontri e incontri.

L’estero chiama e Alan parte per Londra da Giorgio Locatelli allo Zafferano e in seguito da Paolo Simioni al Toto’s. Prima di rientrare in Italia fa una lunga tappa lavorativa a Lisbona.

Ma il suo cuore pulsa nella Baia di Portonovo dove è nato e cresciuto. L’Hotel del Conero, sulla cima del Monte Conero, è uno dei posti più belli della costa marchigiana.

Cinque anni alla guida del timone di questo posto unico nel suo genere gli permette di applicare le conoscenze fatte e di dare libera interpretazione alle sue idee sulla banchettistica e sui grandi eventi. Un’analisi logica che porta anche alla cucina del Convivio del Class Hotel di Castelfidardo.

Alan ora ha 36 anni. Potrebbe trovare stabile dimora lavorativa in terra marchigiana ma ai suoi occhi si aprono nuovi orizzonti e nuovi stimoli. Va a Roma e per ben 7 anni è parte attiva dello staff del mitico Rodolfo Carelli.

Il catering romano che arriva dappertutto con professionalità, audacia e fantasia. Per Alan sono anni emozionanti, faticosi e divertenti. Ogni banchetto da costruire dalla cucina alla location è una sfida contro il tempo, i numeri e l’alta qualità da mantenere che siano 100 o 3000 persone.

Ricorda il montacarichi verticale del Castello di Bracciano, un’Abbazia a Siena e una spiaggia infinita a Terracina. Ovvio il salto dalla ristorazione al catering è alto. Cambia la prospettiva. Questi anni passano velocemente e gli permettono, anche, di fare conoscenze importanti a livello politico perché Carelli cura la cucina dell’Hotel Nazionale che sta proprio di fronte a Montecitorio.

Gli capitava spesso di cucinare per l’onorevole Gianfranco Rotondi. Proprio a casa sua durante una cena conobbe e ricevette i complimenti dell’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ricorda un enorme tartufo e le barzellette di Peppino di Capri. I tempi sono maturi e Alan cerca qualcosa di più per sé.

Sembra quasi che Villa Zani, a Latina, lo stia aspettando. Il nostro cuoco si stabilizza qui. Ormai sono tre anni. Di grandi eventi, matrimoni, feste. Nel 2019 sono state più di 50. Il suo segreto? Quasi tutte le preparazioni sono fatte in casa, dai pani alla pasta fresca ai dolci. In questo modo, spiega Alan, si risparmia moltissimo e si segue la filiera della qualità costantemente.

Gli altri prodotti artigianali sono tutti locali come i meloni e i pomodori di Fondi, le olive itriane, le mozzarelle e il burro di bufala del Caseificio Lisi. Al momento della stesura del menu Alan è in grado di realizzare i desideri dei suoi clienti stimolandoli con la sua marcata personalità.

Ogni banchetto porta la sua firma. Una garanzia di successo. In questi giorni di quarantena ama pensare, guardando lontano, un futuro da costruire giorno per giorno. Immaginando sontuosi allestimenti e tanti ospiti allegri e felici.

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