Nov 132020
 

Intervista a Enzo Brini, vignaiolo a Montepulciano

di Nicola Dal Falco

Le tenute Il Conventino e La Casella hanno una bella storia antecedente al 2003, quando la famiglia Brini insieme ad altri investitori decise di acquistare venti ettari di vigne, tra il bivio di Nottola e il paese di Montepulciano. Colline, perlopiù argillose, tranne una piccola porzione sabbiosa, poste a un’altitudine variabile tra i 350 e il 450 metri d’altezza.

Il Conventino nacque, unendo due proprietà e due vite. Alfio Carpini, storico produttore di Nobile possedeva La Casella mentre Ursula Dürrschmidt, venduta la sua attività a Monaco di Baviera, aveva acquistato con il marito il rudere di un piccolo convento di campagna, che risaliva al 1300, dando quel nome alla cantina.

Con un reciproco cambio di vita, Alfio e Ursula crearono la nuova azienda che anche sotto la direzione di Enzo Brini continuerà a produrre Rosso, Nobile e Nobile Riserva, secondo la ricetta originale, basata su Sangiovese, Canaiolo, Colorino e mammolo. Alla produzione tradizionale si aggiungeranno due nuove etichette.

Cosa rappresenta Il Conventino e La Casella per la docg Montepulciano?

Una tradizione nella tradizione per la storia che risale a quarantatrè anni fa, le scelte di cantina e una curiosa omonimia: la fedeltà al disciplinare, la prima nel 1998 a imbottigliare del Nobile di Montepulciano bio e la coincidenza tra il nostro nome e un altro Conventino legato alla prima citazione di Vino Nobile, in un documento del settembre 1787. Allora, il Governatore del Conservatorio di San Girolamo consegnò in omaggio al Conservatorio fiorentino detto Il Conventino, 28 fiaschi di Vino Nobile.

Come è andata la vendemmia?

Nel nostro caso, direi che è andata bene, non abbiamo subito le conseguenze maltempo.  Ci siamo ritrovati con molta qualità e una giusta quantità.

Nuove etichette in futuro?

Si, le novità comprendono il restyling de Il Cambio, etichetta storica che sottolineava nel nome il cambio di vita dei precedenti proprietari. Il Cambio sarà il primo Nobile di Montepulciano a passare dall’affinamento in legno, come vuole il disciplinare, a quello in anfora per sei mesi. La mia famiglia è anche titolare della Drunk Turtle di Pontedera che fabbrica anfore in cocciopesto, riproponendo l’antico materiale, utilizzato dai Romani. In cantina ne abbiamo cinque da dieci ettolitri l’una.

Il Cambio sarà sul mercato a ottobre dell’anno prossimo, nel frattempo abbiamo ridisegnato le etichette del bianco Accordo e del rosé Contrasto, mentre stiamo lavorando a una primizia, a qualcosa per noi di inedito.

Come si articola il vostro mercato?

Circa il trenta per cento delle vendite riguarda l’Italia mentre il resto va all’estero, in Svizzera, Germania, Usa, Giappone e Russia. Quest’ultimo si è rivelato per noi un mercato in forte ascesa.

Per chi volesse conoscere il vostro vino, da quali etichette dovrebbe iniziare?

Rosso, caratterizzato per l’85 per cento di Sangiovese, imbottigliato di anno in anno; Nobile con una percentuale tra il 90 e il 95 per cento che passa due anni in botti grandi e sei mesi in bottiglia; Nobile Riserva che invecchia tre anni in legno e sei mesi in bottiglia.

 

 

 

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