Ricomincio a scrivere perché ho tante cose da dirvi. Prima di tutto vorrei farvi capire che la mia anima è tranquilla, penso al domani quando sarò lontana da questa terra e piacevolmente mi affaccerò dalle nuvole e sorridendo guarderò in giù. Vorrei farvi conoscere tutta la mia vita fin da quando ho incontrato mio marito, il mio simpatico ragazzo che mi fece impazzire dalla gioia di avere un fidanzato come lui. Mi faceva ridere, mi faceva divertire, mi cullava fra le sue braccia come una neonata. Tutto era per me, la mia soddisfazione più grande, la mia gioia più profonda. Era, parlo al passato, perché non c’è più. Mi ha lasciata in un pianto senza fine.

Mamma e papà in viaggio di nozze a Venezia
Bruno molto bruno, poteva sembrare un mezzo sangue, ed io, che ho sempre apprezzato in modo completo le persone di altre nazionalità, ero felice. Tante persone mi chiedevano di che Paese era ed io rispondevo che era calabrese, di Villa San Giovanni in provincia di Reggio Calabria venuto a Pescara durante la guerra insieme alla famiglia. Fu amore a prima vista, anche la mia famiglia ne era contenta, avevo finalmente un ragazzo che mi amava ed ero felice. Quando cominciammo a parlare di stare insieme, lui aveva già un lavoro in Sardegna, non ci pensai due volte e ci sposammo che avevo ventidue anni e lui 29. Partimmo per la Sardegna, con la nave che da Civitavecchia alle 17 arrivò a Cagliari alle 9 della mattina dopo. Ero molto attaccata a mia madre ma, in quel momento, io ero felice, molto felice. Lo fui per parecchio tempo, per sempre. Cagliari è una gran bella città, trovammo casa quasi subito ed io avevo già un lavoro statale che mi permetteva di entrare alle 8 ed uscire alle 14.
E ’stato il periodo più bello della mia vita, tornavamo a Pescara due, tre volte l’anno ed era sempre, dico sempre, una gioia infinita. In seguito ci trasferimmo ad Ancona, città marinara, bella, e molto seria. Lasciare l’Isola che amavo mi portò un senso di tristezza che durò un po’ a lungo. Ma Pescara era vicina, si raggiungeva con 2 ore e mezza di macchina e noi, alle 14 del Sabato, lasciando Ancona ci precipitavamo a Pescara dove mamma ci aspettava a braccia aperte. Carla? Carla era la stella della nostra vita. Era bella, spiritosa, e cresceva innamorata dei suoi genitori. Volemmo un altro figlio e finalmente concepii un’altra vita che, a tre mesi, mi lasciò con tanto dolore. Avrei avuto 2 figli, ci penso sempre. Era forte il mio desiderio di avere una famiglia numerosa, grande, bella. Non potei avere altri bambini ed ancora oggi ci penso e mi addoloro.


